L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica su scala internazionale per il corona virus. E’ quanto ha reso noto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aggiungendo che la Cina “ha preso straordinarie misure per fare fronte all’emergenza, ha isolato il virus, lo ha sequenziato e ha condiviso i dati con tutti”. Per le autorità, però, non è possibile immaginare la portata dell’emergenza e quindi “bisogna essere preparati ad affrontarla”.
“Emergenza per aiutare i Paesi più deboli”Nel dichiarare l’emergenza, Ghebreyesus ha tenuto a precisare: “Benché i casi fuori dalla Cina siano ancora relativamente pochi dobbiamo agire insieme per limitare un’ulteriore diffusione”.
Nessuna limitazione a viaggi e commercio L’Oms “non raccomanda di limitare i viaggi, il commercio e il movimento (della popolazione) e si oppone persino a qualsiasi restrizione di viaggio”. L’organizzazione raccomanda invece a tutti i Paesi di applicare misure fondate come “appoggiare Stati con sanità debole, accelerare sui vaccini, contrastare la diffusione di notizie infondate”.
Cos’è la dichiarazione d’emergenza dell’OmsLa dichiarazione di “emergenza internazionale di salute pubblica” è usata dall’Oms per “un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per diversi Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale”. Ecco come si arriva a questa definizione, le cui procedure sono state definite nel 2005 proprio a seguito dell’epidemia di Sars.
I criteri La definizione, spiega il sito dell’Oms, implica una situazione che sia “seria, improvvisa, inusuale o inattesa”. che abbia “implicazioni per la salute pubblica al di là dei confini dello stato affetto” e che “richieda immediata azione internazionale”. La dichiarazione di per sé non è legalmente vincolante per gli Stati, ma ha lo scopo di alzare il livello di attenzione e il coordinamento internazionale. “E’ una sorta di allarme globale, spiega a Nature Lawrence Gostin della Georgetown University.
I precedenti La prima dichiarazione di emergenza è stata fatta nel 2009 durante la pandemia di influenza “suina”. Nel 2014 hanno ricevuto lo status l’epidemia di polio e quella di Ebola, nel 2016 l’epidemia di Zika e nel giugno 2019 l’epidemia di Ebola in corso in Congo, dopo la scoperta di casi in Uganda. Quest’ultima, insieme a quella di poliomelite, è l’unica emergenza ancora attiva.




















