Non si placano le polemiche sul Credito Cooperativo Romagnolo nonostante le presentazioni in pompa magna che la governance della banca si affanna a proporre alla stampa.

Come è ormai più che noto la Banca con sede a Cesena sta approcciando un periodo di forti difficoltà sia da un punto di vista gestionale che reputazionale. E’ infatti cosa nota agli addetti ai lavori che CCR è stata recentamente oggetto di pesanti rilievi ed interventi da parte della capogruppo ICCREA, interventi che hanno condotto l’istituto cesenate ad essre declassato da Banaca verde (gestione ordinaria) a Banca rossa (gestione controllata) nell’ambito della classificazione EWS.

I rilevanti problemi gestionali rilevati dalla Capogruppo hanno peraltro portato, tra il mese di febbraio e il mese di marzo scorsi, alle dimissioni di ben quattro amministratori e dell’intero Collegio sindacale, oltre ai sindaci supplenti.
Difficile poi, a ben vedere, parlare di nuovo corso della governance della Banca. Se andiamo infatti a scorrere i nominativi degli amministratori appena nominati alla guida della Banca ritroviamo in gran parte volti noti che, guarda caso facevano già parte del CDA dell’Istituto.

Nel nuovo Consiglio infatti cinque amministratori (la maggioranza sui nove previsti) era già presente nel Consiglio precedente, ovvero nel Consiglio che ha gestito e portato la Banca cesenate al declassamento. Parliamo di Luciano Abbondanza, Luca Bettini, Romeo Dell’Amore, Graziano Gozi e Adriano Zoffoli. Come ciò possa essere avvenuto con il beneplacito di ICCREA è domanda che serpeggia fra i soci. Se ciò non fosse sufficiente i soci più informati chiedono anche come possa essere stata confermata dalla Capogruppo la nomina Monica Turroni, che è moglie del noto consigliere Marco Gardini, dimessosi nel febbraio scorso, il che farebbe pensare che il Consiglio di amministrazione di CCR possa essere considerato una “questione di famiglia”.
I malumori diffusi parlano poi di consiglieri, sia riconfermati che di nuova nomina, con probabili problematiche di conflitti di interesse con clienti della banca le cui posizioni risultano classificate quali crediti problematici, e peraltro di rilevante importo.
I malumori rischiano poi di sfociare in pesanti dissensi soprattutto fra i soci dell’area del Rubicone, che contestano la mancata rappresentanza territoriale di tali zona nella nuova composizione del Cda. In occasione infatti della fusione delle due ex banche di Cesena e Gatteo, che ha portato nascita dell’attuale CCR, erano stati sottoposti dei patti parasociali, trasfusi nei progetti di fusione e presentati ai soci nelle assemblee di fusione, che prevedevano una precisa proporzione di amministratori e sindaci provenienti dalle aree rispettivamente di Cesena e di Gatteo, nonché un’alternanza ogni due mandati della Presidenza e vicepresidenza. Tali patti, siglati anche dall’attuale presidente Roberto Romagnoli, all’epoca consigliere di Banca Cesena, sono stati completamente disattesi nella formulazione della lista proposta dal Consiglio in scadenza, tanto che un gruppo di soci sta valutando la nascita di un Comitato e un ricorso ai Probiviri.

”Conad”/
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