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Difficile il ritorno a scuola dopo le festività

La difficile partita contro Omicron riguarda anche il comparto scuola. Il dilagare del contagio rende un rebus il ritorno tra i banchi dopo le festività.

Per molti il rientro nelle aule il 10 gennaio potrebbe diventare un miraggio. L’aumento esponenziale dei numeri ripropone il tema della didattica a distanza sulla quale il Governo si è sempre posto in una posizione di netta contrarietà. Per il ministro Bianchi è vietato tornare indietro: la scuola in presenza è la “chiave di volta” della squadra guidata da Mario Draghi.
Al momento, quindi, la situazione sembra “cristallizzata” all’evitare una fuga in avanti. Nei giorni scorsi il ministro non aveva escluso micro-chiusure in casi “straordinari” e con “focolai isolati”.

Le Regioni ieri sono tornate a chiedere la cancellazione della quarantena per i vaccinati anche in ambito scolastico. Una scelta fatta proprio per favorire il più possibile la didattica in presenza anche nei casi in cui si registrassero delle positività nelle classi. Tema di discussione è la possibilità di eliminare la quarantena per i ragazzi che hanno ricevuto due dosi di vaccino da meno di quattro mesi che vengano a contatto con una persona poi risultata positiva al Covid, se asintomatici. Stesso discorso per chi ha ricevuto la dose booster nella fascia di età compresa tra 16 e i 17 anni e gli adolescenti fragili tra i 12 e i 15 anni.

Dal territorio, però, arrivano segnali di insofferenza. “C’è preoccupazione sulla riapertura – taglia corto l’assessore all’Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen -. Sono certa che in questi giorni verranno fatte delle riflessioni sia rispetto ai temi delle quarantene, vedremo se dal Ministero arriveranno indicazioni, sia rispetto ai tracciamenti legati alle scuole”.

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