E45: è la storia infinita. Cantieri, cambi di corsia, buche, gallerie con infiltrazioni di acqua, mancanza di una manutenzione ordinaria (forse anche straordinaria). E chi la percorre, sia per una gita in un fine settimana, sia quotidianamente per lavoro, oltre ad avere “più occhi” per i cambi di corsia repentini, deve fare “i conti” con le buche, gli avvallamenti, le cunette dissestate. Insomma, quella strada, che doveva essere – come proclamato negli anni ’80 da Antonio Di Pietro, ex magistrato che inaugurò il tratto di Mercato Saraceno – la panacea per tutti i mali, è divenuta una Europea che del termine ha davvero poco. Forse nulla.
Partendo da Cesena, e imboccandola dalla Secante, sino a San Carlo si è costretti a zigzagare in almeno cinque cambi di corsia. Non è finita; a Mercato Saraceno /Sarsina, poche settimane fa è stata chiusa ed ora si viaggia con un unica corsia verso Nord e unica verso Sud. Salendo ancora una unica corsia – sotto la galleria – che porta allo svincolo di Quarto.
Vogliamo parlare di Bagno di Romagna e Verghereto? Certo, i lavori ci sono, gli appalti pure, ma di operai non se ne vedono molti. Perchè? Se si tratta di lavori urgenti e per tutelare l’incolumità delle persone che percorrono con mezzi pesanti o meno quella strada, gli appalti – e le opere di ristrutturazione – dovrebbero essere celeri. Eppure, da 30 anni a questa parte, la Europea è ormai divenuta una favola. Vogliamo poi ricordare il Viadotto Puleto? Rimasto chiuso, sotto sequestro e aperto, in parte, a luglio.
Dulcis in fundo – speriamo non sia così, ma sperare è un po’ come… – si avvicina la stagione invernale. La vecchia provinciale Tiberina 3 bis ancora non è pronta; dovrebbe essere l’alternativa alla E45 in caso di disagi o incidenti nel tratto appenninico. Basteranno cinque centimetri di neve e, come sempre, avremo i mezzi pesanti “di traverso” sulla Europea. Ore di fila, tutti fermi. E anche questa è l’Italia!
Cristina Fiuzzi
