Da dove cominciamo? Dalle cose belle, dai. Prima cosa bella: il Cesena continua ad essere vivo e vegeto, cazzuto, sul pezzo, castorizzato. Lo si era visto (anche) col Foggia e col Perugia. Lo si è visto (pure) col Novara. Seconda cosa bella: Yallow (secondo gol consecutivo dopo quello rifilato al Grifo, terzo sigillo stagionale) magari non riuscirà ad andare in doppia cifra, però tutto lascia presagire che da qui a fine maggio altre 4-5 reti pesanti le può fare. Terza cosa bella: Dalmonte è davvero un baby fenomeno. Un predestinato. Deve ancora mangiarne di biscotti Plasmon, questo baldo giovane già promesso al Sassuolo. Però intanto, se non segna lui, fa segnare i compagni (ormai Nicolino fa sempre più rima con assist-man: com-pli-men-to-ni!). Quarta cosa bella: la classifica è sempre da film horror ma, intanto, la zona salvezza diretta resta sempre…dietro l’angolo. Vicina. Vicinissima.

DISASTROSO – E le cose brutte? Parliamone pure, perché (anche) questo 2-2 maturato contro la Corini-band ne ha offerti di spunti per parlare delle lacune strutturali di questo Cesena (comunque) maledettamente grintoso ma (sempre) palesemente scarso. Partiamo dai portieri. Se da un lato c’è il ‘povero’ Agliardi che è riuscito incredibilmente a farsi male…chiamando la palla (a proposito: il suo danno non dovrebbe essere nulla di grave), dall’altro c’è il disastroso Fulignati che in uscita non ne azzecca una (l’ex Palermo, al momento, sta alla serie B come Iva Zanicchi sta all’Eurofestival). Non mettiamo in croce però solo il ‘Fuli’, per carità. Perché se il Cesena ha buttato via due punti col Novara (perché dinnanzi a questo pareggio il bicchiere romagnolo risulta mezzo vuoto…) è perché i bianconeri (prima) non sono riusciti a chiudere una partita che si poteva tranquillamente vincere e (poi) sono andati vergognosamente in barca, là di dietro. Per due volte.

NOIA E IPER – Che dire di più di questo post 2-2? Che, dopo l’hurrà a sorpresa di Perugia, si va avanti così. A piccoli passi. Fra piccoli dubbi (Cacia tornerà fra 2 o 4 settimane?), piccole certezze (bomber Scognamiglio, in questo ultimo mese, ha perso almeno 4,5 chili) e qualche torto arbitrale (Castori fa bene ad incazzarsi…). In attesa di andare a Chiavari un’ultima considerazione: questa serie B è sempre più brutta, più povera di campioni, di qualità. Il primo tempo di Cesena-Novara? E’ stato un concentrato di rara bruttezza, di noia (e non sto parlando del…giocatore), di errori, di sbadigli. Ma chi l’ha detto che, per il maschio medio romagnolo, il sabato pomeriggio è meglio andare allo stadio a vedere la partita del pallone piuttosto che accompagnare la moglie rompicoglioni (o la fidanzata, o la suocera) all’Iper Rubicone a fare la scorta invernale di cibo per gatti e carta igienica? Meditate gente. Meditate. In attesa di tempi (forse) migliori.

Flavio Bertozzi

CESENA (4-4-1-1): Agliardi (18’ pt Fulignati), Perticone (Cap), Esposito, Scognamiglio, Fazzi, Vita (34’ st Kupisz), Schiavone, Di Noia, Dalmonte (21’ st Donkor) Laribi (V.Cap), Jallow. A disp: Mordini, Eguelfi, Moncini, Panico, Maleh, Sbrissa, Farabegoli, Setola, Rigione. All. Castori

NOVARA (3-5-2): Montipò, Golubovic, Troest, Del Fabro (8’ st Chajia), Dickmann, Moscati (21’ st Macheda), Orlandi, Casarini, Calderoni, Di Mariano, Da Cruz (34’ st Sciaudone). A disp: Farelli, Benedettini, Mantovani, Chiosa, Schiavi, Ronaldo. All. Corini.

RETI: 46’ pt Jallow, 13’ st Chajia, 14’ st Scognamiglio, 32’ st Macheda

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