L’annuncio della morte di Elisabetta II a 96 anni arriva con una nota di Buckingham Palace prima delle 20: “Sua Maestà è morta pacificamente oggi pomeriggio a Balmoral”. La Bbc fa seguire l’annuncio da un momento di silenzio e dal suono dell’inno God Save the Queen.

Nel frattempo, una folla di sudditi si era già radunata dinanzi ai castelli di Balmoral e Buckingham Palace. Accanto a Elisabetta II nelle ultime ore a Balmoral, in Scozia, tutta la sua famiglia, i figli e i nipoti. Il Regno Unito, i Paesi dell’ex impero britannico e il mondo dicono addio in un clima di profonda commozione alla regina dei record, spirata a 96 anni nell’amata residenza scozzese di Balmoral, con attorno i quattro figli e i familiari più stretti: a cominciare dal primogenito ed erede al trono Carlo, che a 73 diventa infine re con la seconda moglie Camilla al fianco elevata a regina consorte.

Carlo III

Morta oggi la Regina Elisabetta II, il funerale è previsto fra dieci giorni secondo un calendario già stabilito da tempo. Oggi è stato il D day e l’annuncio ufficiale del decesso della sovrana è stato fatto da Buckingham Palace dopo che la primo ministro Liz Truss ne è stata informata formalmente.
Domani, nel D Day+1, avverranno i passi formali dell’accessione al trono del nuovo re, Carlo III. Il Consiglio di Accessione si riunirà la mattina a palazzo St. James e il nuovo re sarà proclamato dal balcone. Carlo terrà un discorso e incontrerà il primo ministro, il governo, il capo dell’opposizione, l’arcivescovo di Canterbury e il decano di Westminster.
Nel D day+2, la bara della Regina lascerà il castello di Balmoral e verrà trasportata nel palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo, sua residenza ufficiale in Scozia. Il giorno successivo, D day+3, vi sarà una processione dal palazzo verso la cattedrale di St. Giles, dove è previsto una cerimonia religiosa, presente la famiglia reale. Successivamente la cattedrale rimarrà aperta al pubblico per 24 ore per permettere di rendere omaggio alla bara, anche se la vera camera ardente sarà a Londra. Il nuovo re Carlo, che avrà già ricevuto le condoglianze dal parlamento di Westminster, le riceverà anche dal primo ministro e il parlamento scozzesi. La figlia di Giorgio VI ha chiuso gli occhi per sempre nell’anno del Giubileo di Platino, 70esimo di un’era iniziata nel lontano 1952, e a 18 mesi dalla scomparsa dell’inseparabile consorte Filippo.

Dopo che solo martedì era riapparsa in un’ultima immagine pubblica – fragilissima, ma in piedi e con un sorriso sereno stampato sul volto – per assolvere ancora una volta con dedizione irriducibile ai propri doveri di monarca costituzionale: presiedendo al passaggio di consegne fra Boris Johnson e Liz Truss, quattordicesimo e quindicesima premier della suo lunghissimo regno, iniziato sotto il segno di Winston Churchill a Downing Street.

La conferma che il tempo si stava ormai compiendo è del resto arrivata con la partenza immediata di tutti e quattro i figli di Sua Maestà verso Balmoral: con Anna, Andrea ed Edoardo (accompagnato dalla consorte Sophie) sulla scia di Carlo. E con quella del nipote William, primogenito di Carlo e secondo in linea di successione, come del fratello minore Harry, sbarcato in Scozia senza la moglie Meghan, ad evitare altre ombre di gossip su un momento solenne e di dolore. Quindi un secondo comunicato è giunto a segnare la parola fine, di fronte alle folle di sudditi e ammiratori che nel frattempo si erano radunati tristi e angosciati davanti alla stessa residenza scozzese, a Buckingham Palace o al castello di Windsor, in una giornata resa luttuosa anche dal cielo grigio e dalla pioggia: “Sua Maestà – le poche parole del testo ufficiale definitivo – è morta pacificamente questo pomeriggio a Balmoral.
Il nuovo Re e la Regina consorte (Carlo e Camilla) rimarranno a Balmoral stasera e torneranno domani a Londra”.
Parole lette con voce rotta dall’emozione dai giornalisti della Bbc e delle altre tv britanniche, e seguite dalle lacrime di non poche persone riunite nel cuore di Londra di fronte a Buckingham Palace per assistere all’ammainabandiera del vessillo reale. Mentre sugli schermi, dopo qualche momento di silenzio, appariva un ritratto di Elisabetta nel fulgore della sua regalità al suono delle note dell’inno God Save the Queen; e dall’intero pianeta – monarchie o repubbliche, poco importa – partiva immediatamente il coro dei messaggi di cordoglio e dei tributi. “Siamo devastati”, ha infine sintetizzato a nome della nazione Liz Truss, premier Tory designata da Elisabetta II appena 48 ore prima dell’addio, ultimo primo ministro del suo lungo regno.

”Conad”/
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