La dichiarazione del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti “Il ministro Danilo Toninelli sta seguendo con attenzione la gestione della chiusura della strada statale 3bis Tiberina (E45), a seguito del sequestro preventivo del viadotto ‘Puleto’ nel comune di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo”. Lo spiega il Mit in una nota.”Al ministero risulta che il viadotto fosse sotto monitoraggio da parte di Anas, non a caso i lavori di manutenzione sono stati già programmati e avviati a dicembre. La società delle strade – sottolinea il Mit – sta verificando con i periti della Procura la possibilità di riaprire alla circolazione l’infrastruttura, con limitazioni al traffico, ed è già impegnata sui percorsi alternativi per alleviare in questa fase i disagi alla circolazione. La sicurezza delle nostre reti viarie rimane una priorità assoluta del Governo”, conclude il ministero.
L’ANAS: Nessun pericolo, si riapra subito
L’Anas consegna i documenti alla Procura e ipotizza riapertura parziale in una nota spiega cosa si sta facendo:
In riferimento al viadotto “Puleto” della E45, Anas (Gruppo Fs Italiane) precisa che tale opera era sotto monitoraggio da tempo da parte dei suoi tecnici e che le indagini e gli studi effettuati sull’opera e le ispezioni eseguite periodicamente, in relazione ai quali non sono state rilevate criticità di natura strutturale, saranno forniti alla Procura di Arezzo, al fine di valutare una possibile riapertura dell’opera, eventualmente con limitazioni al traffico.
Il viadotto “Puleto” è un ponte a cinque campate per circa 200 metri totali e, come rilevato già da tempo da Anas nel corso di uno specifico studio strutturale, condotto con ispezioni in situ, approfondimenti di calcolo e l’esecuzione di indagini sui materiali costituenti l’opera, presenta alcuni ammaloramenti nel sistema di appoggio, nei giunti e nei cordoli laterali e un degrado superficiale sulle pile e le spalle, con scopertura in alcune zone dei copriferri e l’ossidazione dei ferri di armatura, che tuttavia non pregiudicano la transitabilità del viadotto.
L’Indagine
L’esito dell’accertamento tecnico disposto dalla procura di Arezzo sul viadotto Puleto dell’E45 ha portato ad “acclarare una situazione critica sotto molti aspetti, situazione che a detta dei consulenti poteva comportare un rischio collasso dell’intera struttura. Sulla base di questa informativa abbiamo chiesto al gip un sequestro preventivo del viadotto”. Lo ha spiegato il procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi. “Ci rendiamo assolutamente conto del gravissimo disagio che questo provvedimento comporterà a cittadini e automobilisti – ha aggiunto Rossi -, non di meno abbiamo ritenuto che esigenze di tutela della sicurezza e dell’incolumità dovessero prevalere su ogni altra considerazione”. “Confidiamo – ha terminato il procuratore – che la situazione possa essere ricondotta in termini di sicurezza quanto prima”, che “quanto prima possa essere riattivata la circolazione su quel tratto di strada, ma questo ovviamente non dipende da quest’ufficio”.
Il sequestro preventivo del viadotto Puleto riguarda la strada statale 3bis ‘Tiberina’ (E45) in entrambe le direzioni, tra gli svincoli di Canili e Valsavignone, in corrispondenza del confine tra le province di Arezzo e Forlì Cesena. Cosa è successo? Da giorni era emerso l’imminente sequestro del viadotto Puleto, lungo la superstrada E45, vicino al paese di Valsavignone, in provincia di Arezzo, non lontano dal confine con la Romagna. Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli, che ha accolto la richiesta del procuratore capo Rossi. La struttura, secondo gli inquirenti, è a rischio collasso. Nell’ordinanza di sequestro è scritto che la chiusura è stata determinata dalla “criticità estrema” del viadotto esposto a “rischio di collassamento”, a causa del perdurare dell’esposizione all’usura del traffico veicolare. Un fascicolo, che per ora procede contro ignoti per il reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, era stato aperto in seguito alla segnalazione di un cercatore di tartufi, un ex poliziotto, che si era allarmato per le crepe viste sui piloni del viadotto. L’uomo girò e pubblicò un video, che divenne virale sui social. Le immagini, così come quelle che proponiamo in questa galleria fotografica, testimoniano il pilone scarnificato dall’usura del tempo (con il ferro a vista).




















