In Emilia-Romagna, dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si sono registrati 26.979 casi di positività, 52 in più rispetto a ieri: di nuovo uno fra gli aumenti giornalieri più bassi mai registrati finora. I test effettuati hanno raggiunto quota 243.883 (+4.705).
Le nuove guarigioni oggi sono 329 (16.572 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a oggi: -299, passando dai 6.801 registrati ieri agli odierni 6.502. Per un differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 10.070, fra i più alti nel Paese.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi mercoledì 13 maggio sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 5.187, +493 rispetto a ieri. Un incremento dovuto principalmente all’aggiornamento del sistema informativo che ha permesso di azzerare i casi per i quali non era disponibile il dato sul regime di ricovero. I pazienti in terapia intensiva sono 123 (-13). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-219).
Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 15.760 (+329): 2.193 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 14.379 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
I DECESSI PER PROVINCIA
Purtroppo, si registrano 20 nuovi decessi: 4 uomini e 16 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.905. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Piacenza, 4 in quella di Parma, 5 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Modena, 1 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), nessuno in quella di Ravenna, 2 a Ferrara, nessuno in quella di Forlì-Cesena, 6 in quella di Rimini. Nessun nuovo decesso da fuori regione.
I POSITIVI PER PROVINCIA
Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.391 a Piacenza (5 in più rispetto a ieri), 3.317 a Parma (1 in più), 4.859 a Reggio Emilia (5 in più), 3.837 a Modena (7 in più), 4.437 a Bologna (22 in più), 389 le positività registrate a Imola (0 in più), 977 a Ferrara (0 in più). In Romagna sono complessivamente 4.772 (12 in più), di cui 999 a Ravenna (0 in più), 935 a Forlì (5 in più), 759 a Cesena (5 in più), 2.079 a Rimini (2 in più). In seguito a verifica sono stati eliminati 1 caso da Imola e 1 caso da Parma, in quanto già registrati nei giorni precedenti.

Ho letto molte notizie dell’epidemia del Coronavirus che a colpito l’Italia in questi due mesi.
Oggi 14 maggio, si incominciano a delineare le aperture nelle varie regioni italiane delle attività ancora chiuse.
Il 18 maggio quindi, vi sarà la riapertura di altre attività, come i ristoranti, bar, e negozi di abbigliamento, quel giorno ci sarà e inizierà un banco di prova per ritornare alla normalità, almeno così si spera.
Ma un cittadino comune, si può e si e posto in questi mesi una domanda, e alla riapertura di tutte le attività, cosa succederà nei prossimi mesi?
Leggendo vari quotidiani, i vari virologi hanno sostenuto che il virus può riprendere ancora la sua virulenta aggressività se si allargano le misure? e in questo modo, gli Stati coinvolti dalla pandemia, sono pronti a richiudere di nuovo tutto, con un nuovo lockdown.
Certamente per fare in modo che questo non avvenga i Governi europei e i loro esperti delle task forse, devono mantenere un livello di sicurezza alto e guardingo, che permetta un monitoraggio efficacie, perché questa pandemia non debba riprendere vigore.
Sono i dubbi di noi cittadini, che fandoci tante domande non sappiamo dare una risposta, che possa essere tranquillizzante.
Gli unici a rispondere a questa domanda, sono gli esperti, che per due mesi dall’inizio della pandemia hanno controllato e controllano, l’andamento della malattia.
Con l’allentamento delle norme che finora sono state adottate e che sono ancora in atto, ci sarà una sicurezza, che il virus stia diminuendo la sua virulenza, oppure no?
Questo interrogativo è il dilemma dei tanti cittadini italiani che si stanno facendo e ponendo, questa domanda.
Io penso che solo l’esperto virologo, può rispondere a questo nostro quesito e dare a noi una risposta adeguata, anche se sarà una risposta difficile, perché questo Coronavirus e in sé molto complicato, si sa che e nato dall’altro Virus denominato SARS, ma questo ha avuto uno sviluppo per così dire molto complicato, nella sua struttura.
Per concludere il mio commento, sono sicuro che a livello europeo e mondiale vi sia una collaborazione, tra virologi, scienziati per scoprire ancora di più, le caratteristiche complesse delle cellule di questo Coronavirus, in modo da diminuirne il suo effetto virulento.