Il presidente del consiglio Conte ha illustrato i dettagli del nuovo Dpcm “per evitare lockdown generalizzati”. I sindaci potranno disporre la chiusura, dopo le 21 di vie e piazze a rischio assembramenti consentendo il passaggio soltanto a chi deve tornare a casa o nelle attività commerciali. I ristoranti possono stare aperti dalle 5 del mattino fino a mezzanotte. Al tavolo si potrà stare al massimo in sei persone. Nelle sale gioco, sale scommesse e sale bingo l’apertura sarà limitata fino alle 21. Le attività scolastiche continueranno in presenza ma per le secondarie e per gli istituti superiori l’ingresso degli alunni partirà alle ore 9 con la possibilità di rientri pomeridiani. Vietato lo sport da contatto a livello amatoriale. Sono vietate le sagre e le fiere, sospesi convegni e congressi a meno che non si svolagno in modalità a distanza. Per le pubbliche amministrazioni tutte le riunioni dovranno svolgersi a distanza. Per palestre e piscine per il momento è confermata l’apertura ma la prossima settimana sarà di monitoraggio. Se le cose dovessero andare male si deciderà per la chiusura.

 

Alla fine l’asticella si è fermata alle 24. Mezzanotte e giù le saracinesche di ristoranti, bar, attività commerciali in genere. Un serrata notturna lontana da quel “minimo sindacale” della chiusura alle 22 richiesta dagli esperti del Cts, al di là della nota stampa diffusa ieri notte. Incentivo allo smart working nella Pubblica amministrazione e possibilità per i sindaci di chiudere le vie della movida dopo le 21. Si prevede che «i sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Salvi cinema palestre e piscine, per i quali si dovranno però applicare protocolli molto rigidi di sicurezza. Per alleggerire il peso sui trasporti si va verso l’obbligo di smart working per il 70-75% dei dipendenti, che dovrebbe essere esteso anche alle aziende private. De Micheli intanto precetta i bus turistici.

Congressi solo a distanza, stop a sagre e fiere locali

Con le nuove misure adottate dal governo vengono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite, invece, le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale e i congressi, «previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico». Inoltre «sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Più smart working nella Pa

In linea con i suggerimenti del Comitato tecnico scientifico la nuova stretta per evitare ulteriori contagi punterebbe sullo smart working innalzandolo dal 50 al 70-75% nella Pubblica amministrazione. Con l’indicazione di incentivarlo al massimo anche nel settore privato. Un ricorso allo smart working (pari o superiore al 70%) per tutti i lavoratori, a partire da quelli pubblici non impegnati nella gestione delle emergenze, è una delle richieste delle regioni.

Scuola, scaglionamento degli orari di ingresso

Modulata  «ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». ne della capienza massima degli autobus. Inoltre, «le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado» nelle zone a rischio possono adottare « forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza.

Bar e ristoranti chiusi tra le 24 e le 5 del mattino

I ristoranti devono mettere un cartello all’esterno col numero massimo di posti.

Dalle 18 sarà possibile soltanto il consumo al tavolo, a cui dovranno in ogni caso sedersi massimo sei persone. All’esterno dei locali dovrà essere riportato il numero massimo di clienti consentiti all’interno. La restrizione non riguarda gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio delle autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Sale giochi aperte dalle 8 alle 21

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo saranno consentite dalle ore 8 alle ore 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

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