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Il Cesena è ancora vivo e non vuole sprofondare all’inferno

Il punto in casa bianconera dopo il pesante 1-0 col Frosinone arrivato (udite udite) dagli 11 metri. Le lacune restano, ma intanto ora la classifica profuma di resurrezione

Come Lazzaro. Più di Lazzaro. Sembrava morto e sepolto, il povero (in tutti i sensi…) Cesena. Incamminato tristemente verso l’inferno della terza serie. Pardon, verso i dilettanti. Ed invece no. A sorpresa, la sgangherata truppa di Castori, reduce dal vergognoso pareggio di Brescia, si è rialzata. E’ tornata a camminare. Anzi, a correre. Prepotentemente. O quasi.

NIENTE ROULETTE – Hanno dunque battuto la corazzata Frosinone, i bianconeri. Per 1-0. Tanta, tantissima roba. Visto e considerato (anche) il fatto che, se il campionato cadetto finisse adesso, il Cesena sarebbe salvo (sul campo…) direttamente. Avrebbe potuto salutare il De Profundis cesenate, questo soleggiato sabato di fine aprile. La fine di un’era. Una meritata maxi-contestazione verso squadra, mister e dirigenza. Ed invece no. Si è vinto. Per fortuna. Ed ora è ancora tutto tremendamente in gioco. Il Cesena è vivo. Vegeto. E può ancora salvarsi. Anche senza passare dalla malefica roulette dei play-out. Donkor e Fulignati permettendo, ovviamente.

C’E’ POSTA PER TE – Fuori Moncini e Dalmonte. Dentro Kupisz. Alla lettura delle formazioni iniziali, anche questa volta, il buon Castori la sua bella razione di ‘Vaffa’ se li è presi abbondantemente. Poi però, l’atteggiamento grintoso mostrato dal Cesena (questa volta i bianconeri hanno provato a giocare, mica come a Brescia…), ha fatto prima calmare gli animi. E poi montare un po’ di sano (e moderato) ottimismo romagnolo sull’esito di questo match. Match che alla fine è stato poi deciso ‘solo’ da un rigore trasformato dall’estroso Laribi. Sì, un rigore a favore al Cavalluccio. Dopo più di un anno di furti. Vi è scappata la lacrimuccia di commozione alla…C’è posta per te, vero? Siete perdonati. Per questa volta.

IN CADUTA LIBERA – Niente illusioni, però: resta in salita la strada che porta alla Sopravvivenza. Perchè le lacune strutturali di questa rosa non si possono cancellare all’improvviso con un colpo di spugna. Perché certe scelte di Castori continuano a non convincerci. Perché la classifica resta cortissima (a proposito: ora anche la Cremonese, sempre più in caduta libera, rischia ufficialmente di finire in Lega Pro). Perché il calendario bianconero resta tostissimo (martedì si va a Pescara, poi ci sono Parma, Palermo e per l’appunto Cremonese). Però almeno, ora, si può…sperare. In silenzio. Senza aggrapparsi (solo) alla fede.

URLO LIBERATORIO – Non c’è lo scorderemo tanto facilmente questo sabato gonfio di passione, di grinta (che bravo Scognamiglio!), di pathos, di sudore, di cambi rischiosi (lo devo ammettere: quando al 79’ è entrato in campo il ciondolante Donkor, mi è venuta su la tagliatella mangiata per pranzo e ho tirato giù 5 bestemmie da bollino rosso!), di patacate ‘targate’ Cesena commesse soprattutto negli ultimi roventi dieci minuti (mamma mia Fulignati!), di felicità (che bello il boato finale emesso dalla Mare al triplice fischio finale!), di dolore (che soddisfazione vedere a fine gara la faccia bastonata di mister Longo, uno che quando vince è simpatico come un pugno di sabbia nelle mutande, figurarsi quando perde…). Occhio, però. Non è successo niente. Anzi, il bello (o il brutto) deve ancora arrivare.

Flavio Bertozzi

CESENA-FROSINONE 1-0

CESENA: Fulignati; Perticone, Suagher, Scognamiglio, Fazzi; Fedele, Schiavone, Di Noia; Kupisz, Jallow (38′ st Moncini), Laribi. A disp: Agliardi, Melgrati, Donkor, Ceccacci, Eguelfi, Cascione, Chiricò;, Ndiaye, Vita, Dalmonte. All: Castori

FROSINONE: Vigorito; Brighenti, Terranova (9′ st Citro), Krajnc; M Ciofani, Gori, Maiello (9′ st Soddimo), Koné, Beghetto (37′ st Paganini); Ciano, Dionisi. A disp: Zappino, Palombo, Russo, Besea, Frara, Matarese, Sammarco, Chibsah. All:M. Longo

ARBITRO: Di Paolo di Avezzano.

RETI: 8′ st Laribi (C) su rigore

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