Un punto per uno. Che non fa male a nessuno. Finisce in parità la supersfida cadetta (al vertice) tra il Cesena e la corazzata Palermo. Una supersfida che, semmai qualcuno nutriva ancora dei dubbi a riguardo, ha confermato la competitività del Cavalluccio.
LO SCIOPERO – Si parte con la Curva Mare in silenzio per protestare contro le reiterate limitazioni imposte dal Palazzo per le trasferte. E con un Palermo subito bello carico, subito bello pimpante. Mignani ripropone lo stesso undici visto inizialmente a Venezia (a centrocampo Francesconi è preferito ancora Bisoli, in avanti recupera in extremis Blesa). Al 13’ Ciofi ferma il contropiede dello spauracchio rosanero Pohjanpaolo: per il capitano bianconero scatta l’ovazione del Manuzzi. Meritata. Meritatissima. Là in mezzo Berti (buona come sempre la sua prova) si danna come un matto, ma il gioco romagnolo resta un po’ troppo macchinoso. Un po’ troppo lezioso. Al 22’ brivido per Zaro & Friends: il colpo di testa di Bani si spegne appena sopra la traversa. Al 30’ termina lo sciopero a tempo degli ultras. Ma è ancora il Palermo a fare paura: l’intervento di Klinsmann sfoderato sul colpo di testa di Le Douaron è da urlo. Poi, all’improvviso, il Cesena accelera. E la butta dentro. Al 34’. Con Blesa (secondo gol stagionale per lui). Dopo che Berti era stato (forse) fermato irregolarmente in area di rigore ospite.
L’ERRORACCIO – La ripresa si apre con un erroraccio sottoporta (da matita blu) dell’evanescente Shpendi. Ma il Palermo c’è. Eccome se c’è. Al 54’ il solito Pohjanpaolo colpisce la traversa con un gran colpo di testa. Due minuti dopo è Bani a siglare l’1-1, con un destro che non lascia scampo all’incolpevole Klinsmann. La gara per qualche altro minuto resta gradevole, appassionante, combattuta, ricca di spunti interessanti. A tratti anche sconsigliata ai deboli di cuore (sulla rocambolesca mischia in area rosanero andata in scena al 61’ ci si potrebbe scrivere un articolo intero). Poi i ritmi calano vorticosamente, come da copione. Nell’ultima mezz’ora, in soldoni, non succede nulla. Va bene anche così. Benissimo così. Il Palermo, salvo tsunami, andrà in Serie A. Ma anche il Cesena – squadra matura, vigorosa, ben messa in campo da Mignani – ha tutte le carte in regola per fare un campionato di vertice. (Flavio Bertozzi)
CESENA-PALERMO 1-1
CESENA (3-5-2): Klinsmann 7; Ciofi 7 (40′ st Piacentini sv), Zaro 5,5, Mangraviti 6; Ciervo 6,5 (25′ st Guidi 6), Francesconi 7, Castagnetti 6,5 (17′ st Bastoni 6), Berti 7,5 (25′ st Bisoli 6), Adamo 6; Blesa 6,5, Shpendi 5 (17′ st Diao 5,5). A disp.: Siano, Ferretti, Arrigoni, Celia, Amoran, Magni, Olivieri. All.: Mignani 6.
PALERMO (3-4-2-1): Joronen 6; Pierozzi 6,5, Bani 7, Ceccaroni 6,5; Gyasi 6 (19′ st Peda 6), Gomes 6 (36′ st Vasic sv), Segre 5 (1′ st Blin 6), Augello 6,5; Palumbo 6 (24′ st Giovane 6), Le Douaron 7 (19′ st Brunori 5,5); Pohjanpalo 6,5. A disp.: Avella, Pizzuto, Bereszynski, Corona, Veroli. All.: Inzaghi 6.
ARBITRO: Massa di Imperia 6.
RETI: 34′ pt Blesa (C), 11′ st Bani (P)



















