C’era aria di harakiri bianconero, ieri pomeriggio ad Alessandria. L’ennesimo. Le robuste parate di Liverani, quel pallone che non ne voleva sapere di entrare, l’assurdo (e pesantissimo, anche in chiave play-off: ahia!) rosso beccato da Corazza, la Virtus Entella in vantaggio come da copione a Siena, Lauro che – seppur in panca – ringhiava come ai vecchi (e bei) tempi ‘campedelliani’, il nervosismo che montava. Sempre di più. Poi però ci ha pensato il redivivo Chiarello a buttarla dentro. A scacciare tutti gli spettri. A (ri)consegnare al Cavalluccio – in chiave post season – un 2° posto prezioso. Preziosissimo. Un 2° posto che spedisce i bianconeri di Romagna direttamente ai quarti di finale (andata martedì 16 maggio in trasferta e ritorno sabato 20 al Manuzzi, salvo slittamenti dovuti ai ‘soliti’ ricorsi). Un 2° posto che certifica ufficialmente che, come diceva il mitico Enzo Ferrari, il Cesena di mister Toscano è il primo dei perdenti. Almeno per il Girone B. Dunque i play-off. I miei lettori più affezionati conoscono già a menadito il mio pensiero. Sono mesi che lo ripeto: questo Cesena ha davvero tutte le carte in regola per vincere questa malefica Porcata (pardon, Lotteria) all’Italiana a cui partecipano cani e porci. Vero, anche la gara di ieri giocata al Moccagatta ha confermato che le lacune (strutturali, dalla cintola in su) di questa squadra sono evidenti. Vero, ormai lo sanno anche i muri che il Cesena dallo scorso settembre gioca con una sedia a dondolo in porta. Epperò la truppa di Toscano ha chiuso la stagione con la miglior difesa (appena 24 gol subiti: in media 0,63 a partita) e con il miglior attacco del campionato (ben 66 gol realizzati: in media 1,74 a match): non è un caso. Epperò il Cesena, nelle ultime 7 gare della regular season, è riuscita a raccogliere 6 vittorie (Virtus Entella, Ancona, Olbia, San Donato Tavarnelle, Vis Pesaro, Alessandria) e un pareggio (Lucchese): anche questo non è un caso. Crotone in pole position per l’ultimo posto che vale la B? Probabile. Ma il Cesena è lì. Assieme al Pescara, al Pordenone, al Foggia, alla mai doma Virtus Entella. Già pronto sui blocchi di partenza. Speranzoso di poter combinare un bello scherzetto a tutti, voglioso di regalare al popolo bianconero quella cadetteria che in Terra di Romagna manca ormai da cinque anni. Sale dunque la voglia di B, in riva al Savio. Sempre più. Allo stesso tempo però, nella città dei tre papi, sale anche la paura. Due anni fa, quell’allenatore da scuola guida ‘chiamato’ Viali, ai play-off riuscì nell’impresa di farsi cacciare fuori nientepopodimeno che dal Matelica. Un anno fa, lo stesso Viali, si fece umiliare dal Monopoli. E se questa volta, ai play-off, il Cavalluccio dovesse lasciare spazio al Lecco, all’Az Picerno o – sigh – all’Audace Cerignola? Cazzo quanto mi fa paura l’Audace Cerignola. E la mia, purtroppo, non è una battuta…

Flavio Bertozzi

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