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Il “compagno” cesenate Zuccatelli nominato Commissario per la sanità in Calabria

Da un commissario ad un altro, da Cotticelli a Giuseppe Zuccatelli. Roberto Speranza ha scelto un “compagno” per sostituire il generale dimissionato calabrese. Una soluzione decisamente interna perché il manager cesenate, oltre ad essere vicino a Pierluigi Bersani, è anche un simpatizzante di “Liberi e Uguali”, il partito del ministro della Salute, per il quale è anche stato candidato alle Politiche del 2018 nel collegio Emilia Romagna 2. La scelta non è un taglio al passato, ma sembra rappresenti la linea di continuità del governo Conte sulla sanità calabrese. Zuccatelli, 76 anni di Cesena, è stato anche presidente dell’Agenas e ha avuto anche incarichi manageriali in Campania e Abruzzo: è arrivato in Calabria nel dicembre 2019, dopo la nomina del governo alla luce del primo “Decreto Calabria”, per guidare l’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” e l’azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” di Catanzaro. Inoltre per un breve periodo è stato anche commissario straordinario dell’Asp di Cosenza. Adesso, con la nomina ultima in sostituzione del dimissionario Cotticelli, Zuccatelli, guiderà la sanità calabrese con il supporto dei poteri assegnatigli dal nuovo “Decreto Calabria”, approvato nei giorni scorsi dal governo Conte, provvedimento che ha ulteriormente rafforzato la figura del commissario della sanità regionale. Zuccatelli infatti potrà indicare i nomi dei commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere, dare direttive al dipartimento Tutela della Salute della Regione, occuparsi degli appalti sopra la soglia comunitaria e redigere il piano Covid. La scorsa settimana Zuccatelli ha reso noto di essere risultato positivo al coronavirus, spiegando all’AGI di “essere assolutamente asintomatico e di stare bene”. Una postilla alla sanità calabrese; per chi non conosce questa realtà, è bene spiegare che sono stati chiusi negli ultimi anni molti presidi ospedalieri e non vi sono pronto soccorsi se non a diverse centinaia di chilometri l’uno dall’altro. Altra cosa importante; non vi sono unità di terapia intensiva se non a Reggio. Oggi reparti quanto mai indispensabili per la cura del Covid. Le persone che hanno figli e necessitano di visite specifiche, sono costrette a spostarsi in altre regioni.

Cristina Fiuzzi

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