Ancora dieci gare da giocare da qui al 18 maggio. Ancora trenta mattoncini a disposizione. Con la speranza che, nei prossimi giorni, quella maledetta stazione spaziale cinese ormai alla deriva, non cada proprio su Cesena. Su Villa Silvia. O sulle case dell’attapiratissimo Foschi e del bollitissimo Suagher. Sennò poi sai che casino trovare delle date libere per giocare i…rinvii.
MOSTRI E SPETTRI – Dunque, l’attesissima (e temutissima) sfida col Perugia di Leali (un portiere che, a Cesena, è rimpianto allo stesso modo in cui a Firenze rimpiangono il Mostro…), ha regalato un pareggino. Un 1-1 che se non scaccia dalla Romagna gli spettri della retrocessione (e ci mancherebbe altro: qui la situazione è sempre tragica, o tragico-comica, fate voi…), di certo dona alla (sempre) poverissima truppa bianconera un punto che fa un po’ di…classifica (quartultimo posto col Brescia, che però ha giocato una gara in meno) e un po’ di…morale (il terribile ko maturato a Foggia era ancora una ferita aperta). E’ andata dunque di lusso, al Cavalluccio, contro il Grifone. Perché nel primo tempo, il Cesena, praticamente non ha mai giocato. Perché il gol di Schiavone è arrivato grazie all’aiutino della Dea Bendata. Perché nel finale di gara, sotto una curva Mare che si è (quasi) cagata addosso, è successo quasi di tutto (Dio salvi Scognamiglio). Perché mentre il Perugia dopo l’1-1 ha fatto di tutto per portarsi a casa la sua sesta vittoria consecutiva, il Cesena negli ultimi venti minuti si è (troppo) rintanato nella propria metà campo (visto che c’era Castori, invece che far entrare Cascione, poteva buttare dentro Agliardi al posto di Dalmonte…). E dunque che si fa? Si prende questo punticino. Anzi, questo puntone. E lo si porta a casa. In attesa di tempi migliori che, forse, non arriveranno mai (il gioco latita…). Intanto venerdì si va a Novara: vietato perdere, vietato morire. Lo diceva anche Ermal Meta. Giusto?
RIGORI E MISTERI – Prima di chiudere, sette scottanti interrogativi colorati di bianco e nero. Il primo: ma per avere un fottutissimo rigore a favore, il Cesena, deve forse subire un attacco terroristico? Il secondo: ma perché Foschi nel mercato di riparazione si è portato a casa Chiricò se poi Castori non lo fa mai giocare? Il terzo: ma il ‘povero’ Emmanuello ce li ha nelle gambe almeno 15 minuti di partita? Il quarto: ma è vero che sabato mattina Jallow (privo di telefonino) ha perso il primo aereo per l’Italia in quanto è rimasto rinchiuso nel bagno dell’aeroporto per più di un’ora? Il quinto: ma Castori, almeno in casa, almeno per due minuti (ho detto due, non venti…), potrebbe giocare con due punte di ruolo? Il sesto: ma come ha fatto Kupitz a sbagliare quel cazzo di gol nel primo tempo? Settimo ed ultimo interrogativo: ma Eguelfi (sì, il pseudo-terzino sinistro che il Cavalluccio ha in rosa) è davvero così scarso?
Flavio Bertozzi
CESENA-PERUGIA 1-1
CESENA: Fulignati; Perticone, Esposito (1′ st Suagher), Scognamiglio, Fazzi; Kupisz, Schiavone, Di Noia, Vita; Dalmonte (32’ st Cascione); Moncini (16’ st Jallow). A disp: Agliardi, Melgrati,, Eguelfi, Fedele, Ndiaye, Emmanuello, Chiricò, Cacia. All: Castori.
PERUGIA: Leali; Dellafiore, Del Prete, Magnani; Mustacchio, Gustafson, Bianco (29’ st Colombatto), Bandinelli, Pajac; Diamanti (38’ st Terrani); Di Carmine. A disp: Nocchi, Santopadre, Belmonte, Germoni, Gonzalez, Zanon, Kouan, Buonaiuto. All: Breda.
ARBITRO: Aureliano di Bologna.
RETI: 13’ st Schiavone, 25’ st Bonaiuto.
