L’atmosfera – tetra – in cui si gioca il match è la stessa di una settimana fa: curva vuote e silenziose, una settantina di supporters sparsi nei Distinti, circa 400 (più o meno) raccomandati in Tribuna. A regalare un ulteriore pizzico di tristezza a questa domenica di ottobre ci pensano poi anche la pioggia. Le cappelle della difesa bianconera. E i capannelli sparsi di giornalisti travestiti da virologi che, tra un’azione e l’altra, oltre alle tette di una hostess commentano ad intervalli regolari pure le ultime inquietanti notizie che arrivano dal fronte Coronavirus.
L’UOMO NERO – Il Cesena è subito pimpante, frizzante. Però fa fatica ad entrare in area avversaria: tanto fumo, poco arrosto. La Feralpi Salò è sorniona, guardinga. E, al 20’, colpisce duro. Quando Rizzo, dal limite dall’area trafigge Satalino (che due minuti prima si era esibito in un’uscita da film horror). Al 25’ gli uomini di Viali reclamano un rigore sacrosanto, ma l’impacciatissimo arbitro Fiero di Pistoia (già contestato dal Cavalluccio in occasione del vantaggio ospite) sorvola. Vergognosamente.
LA BESTEMMIA – Il pari bianconero, però, arriva comunque. Al 38’. Quando Bortolussi, con una meravigliosa incornata (chapeau!), raccoglie un cross al bacio di Ciofi. Il primo tempo si chiude con un clamoroso bestemmione ‘canino’ sfoderato da un giocatore cesenate. Lo start della ripresa, invece, regala il secondo gol della Feralpi: al 50’ è Giani, di testa (ancora) sugli sviluppi di un corner, a beffare l’imbarazzante retroguardia bianconera, Satalino compreso.
I COLPEVOLI –  La reazione del Cesena non tarda ad arrivare: al 59’ ci pensa bomber Caturano (vero superbig per questa categoria) a siglare di rapina il 2-2. La gara resta accesa, anche se vive ‘solo’ di folate isolate. Quando il pari sembra ormai scritto, all’88’ ci pensa Scarsella (dopo aver colpito un palo) a far calare il gelo sul catino del Manuzzi. Manuzzi che, in pieno recupero, deve ingoiare l’ennesimo boccone amaro ad opera di Gavioli. Finisce 2-4. Questo Cesena dalla cintola in su non è male, ma dietro balla troppo. Troppissimo. Colpevolmente. Come sembra già lontano l’illusorio hurrà di Perugia. E il Manuzzi (che non vede un hurrà del Cavalluccio dai tempi in cui l’Iva Zanicchi vinceva a Sanremo…) resta tabù.
Flavio Bertozzi
CESENA – FERALPI SALO’ 2-4
CESENA: Satalino 4,5; Ciofi 5, Ricci 5, Gonnelli 5,5, Aurelio 5; Sala 5 (27′ st Steffè sv) , Petermann 5, Capellini 6 (12’st Collocolo 5,5), Bortolussi 7 (41’ st Zecca sv), Caturano 6,5, Capanni 5,5 (1’st Russini 5). A disp.: Nardi, Longo, Maddaloni, Zecca, Munari, Favale, Nanni, Koffi, Campagna. All.: Viali 5.
FERALPISALÒ: De Lucia 6; Bergonzi 5,5, Giani 6,5, Bacchetti 6, Rizzo 6,5; Scarsella 7, Carraro 6,5, Morosini 6,5 (24’st Gavioli 6,5) Petrucci 6 (15′ st Ceccarelli 6), Miracoli 5,5 (15’st De Cenco 6), D’Orazio 6 (35’st Tulli 6). A disp.: Liverani, Brogni, Tulli, Vitturini, Messali, Pinardi, Mezzoni, . All.: Pavanel 7.
ARBITRO: Fiero di Pistoia 4,5.
RETI: 20′ pt Rizzo (F), 38′ pt Bortolussi (C), 5’st Giani (F) 14′ st Caturano (C), 43’ st Scarsella (F), 50’ st Gavioli (F)

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