Come accade durante i mondiali di calcio in cui siamo tutti allenatori, e ognuno di noi ha uno schema di gioco vincente, in tempo di Covid-19 diventiamo virologi, esperti di pandemie e discendenti diretti di Ippocrate. Leggo in questi giorni sui social, un quantitativo abnorme di opinioni, di consigli e di interpretazioni autentiche e personali di studi scientifici redatti da eminenti professori fino ad oggi sconosciuti o meglio, conosciuti ai loro parenti prossimi e al più ai collaboratori e quando va bene agli addetti ai lavori . Una marea di teorie che poggiano le fondamenta su analisi e studi spesso indimostrate e talvolta molto più che ardite. Ci sta tutto, reclusi in quarantena e seduti sul divano è ovvio che uno provi a scrivere messaggi sperando di essere preso in considerazione da almeno un paio di cibernauti , ma che tra i diffusori di informazioni a volte ardite o non corrette , ci siano medici , mi risulta difficile da accettare. In questo momento storico chi indossa un camice è visto ancor più di prima, come una sorta di oracolo, un punto di riferimento certo, ed è bene tenere conto che la messaggistica veicolata dai social , spesso non è compresa fino in fondo dai lettori, che hanno poca o nessuna conoscenza medica, e che capiscono un decimo (e sono ottimista) di ciò che viene scritto , figuriamoci se si tratta di teorie piene zeppe di termini scientifici. Cari dottori, siate bravi, evitate comunicati apocalittici, tenentevi per voi gli arditi pensieri della medicina minoritaria ed i dubbi esistenziali dei ricercatori, continuate a curare i vostri pazienti e regalate infusioni di positività che ne abbiamo tanto bisogno !!
Roberto Giannini




















