Guardi la Sampdoria di oggi – da tempo già virtualmente retrocessa in Serie B e gonfia di abominevoli problemi fuori e dentro al campo – e ti assale subito una gran tristezza. Una gran malinconia. Poi però ti accorgi che, a difendere i pali dell’ormai derelitta truppa blucerchiata, da 6 gare a questa parte, c’è una vecchia conoscenza del Cesena. Sei partite giocate, quindici gol subiti: i numeri (da film horror) sono tutti contro Nicola Ravaglia. Ma questi numeri, signore e signori, non dicono tutto. Visto che il 34enne portiere forlivese, gira che ti rigira, il suo bel 6,5 o il suo bel 7 in pagella riesce sempre a beccarlo. Sempre. Ecco: Nicola Ravaglia. Io mi chiedo: in vista della prossima stagione, ma cosa aspetta il Cesena a chiamarlo? Esperienza, vigore atletico, serietà professionale e un cuore colorato ancora di bianconero: l’ex numero uno (anche) di Cremonese e Cosenza sarebbe davvero l’uomo giusto (al posto giusto) per la ripartenza bianconera 2023/2024. Serie C o Serie B non farebbe nessuna differenza: il redivivo Ravaglia, in ogni caso, sarebbe sinonimo di affidabilità. E di amore per la Casacca. Anche perché, l’attuale portiere della Sampdoria, ha in testa un’idea meravigliosa: chiudere la sua carriera dove è tutto iniziato, riuscendo magari a vincere un altro campionato (dopo quello già vinto in Terza Serie nel 2009 alla corte del Bisolone, tra alti e bassi). Il contratto che lega ancora Ravaglia alla Samp sino al 30 giugno 2024? Vale poco o nulla, fidatevi di me. Anche alla luce del futuro davvero poco roseo che attende la boccheggiante Samp. Anche alla luce della gran voglia del ragazzo di tornare all’ovile. Ed allora, caro Cesena, tu che quest’anno hai giocato con due tristissime ed impresentabili sedie a dondolo al posto del portiere, cosa aspetti a portarti a casa – in saldo, o quasi – un estremo difensore (romagnolo) che sa parare sul serio? Cosa aspetti a proporre un bel biennale (ma pure un triennale) a questo figlio del Cavalluccio che vuole tornare a casa? Poi vabbè, il ‘povero’ Ravaglia non ha parenti americani. E non ha nemmeno amicizie – ehm ehm – ‘politiche’ a Cesena. Ma per il buon Nicola si può fare un’eccezione. Giusto?
Flavio Bertozzi
