“Ci sentiamo trattati come numeri – dice Ombretta Farneti capogruppo di Mercato Saraceno Cambia – e non come persone a cui è un dovere fornire servizi”
“Dopo le promesse, i fatti. Se è vero che si vuole scongiurare l’abbandono delle aree di alta collina – continua la rappresentante di Mercato Saraceno Cambia – e montagna e rilanciare l’economia di queste zone, la prima cosa da fare è aumentare i servizi, in primo luogo quelli sanitari (ma non solo), e non tagliarli. Mi riferisco, in particolare, al reparto di radiologia dell’ospedale Cappelli di Mercato Saraceno che continuerebbe a essere a rischio chiusura, nel caso smettessero di funzionare gli obsoleti macchinari in uso”. Tutto questo è denunciato in un’interrogazione di Ombretta Farneti che già nell’agosto scorso era stata posta al sindaco Monica Rossi sul medesimo tema ricevendo una risposta non chiarificatoria.
“La questione a tutt’oggi non appare affatto risolta. Continuano a circolare voci insistenti – spiega Farneti – che l’apparecchio radiologico attualmente in uso nel presidio sanitario mercatese, smontato dal pronto soccorso del Bufalini di Cesena e rimesso in uso nel nostro ospedale nel 2006, non sarà più sostituito, dopo il primo guasto, e che, di conseguenza, l’intero reparto, se questa circostanza si dovesse verificare, sarà chiuso nonostante risponda a decine di richieste di prestazioni giornaliere.
L’obiettivo dei vertici della sanità romagnola e regionale rimane, quindi, sempre quello di cancellare un servizio importante per la collettività di Mercato, trasferendo gli esami radiologici con presenza di medico all’Angioloni di San Piero. Un disegno che consideriamo non accettabile perché negaservizi essenziali ai residenti in zone montane, spesso anziani e in situazione di difficoltà.
Ci sentiamo trattati come numeri e non come persone a cui è un dovere fornire servizi”. “Nell’interrogazione di agosto ricordai al sindaco Rossi le promesse fatte in campagna elettorale che nessun servizio del nostro ospedale sarebbe stato chiuso e che addirittura ne sarebbero arrivati dei nuovi. Oggi non crediamo più a queste promesse, ma pretendiamo che amministrazione mercatese e Unione dei Comuni Valle Savio intervengano nei confronti dei vertici dell’Asl Unica della Romagna e dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute per mettere la parola fine al progetto di chiusura di questo o di altri reparti dell’ospedale Cappelli e per chiedere che venga dotato di macchinari più moderni e funzionanti”.
p.p.
