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E’ morto l’ex ct Azeglio Vicini

I funerali domani giovedì alle 16.30 nel Duomo di Brescia, sarà poi sepolto nella tomba di famiglia a Cesenatico

Azeglio Vicini
È venuto a mancare un grande cittadino cesenate: Azeglio Vicini, ex allenatore della Nazionale di calcio e calciatore. Avrebbe compiuto 85 anni a marzo prossimo. Un grande uomo che ha fatto sognare non solo Cesena, ma tutto il Paese. Vicini è morto ieri sera nella sua casa di Brescia, dove abitava da tempo. Nato a Cesena nel 1933, era cresciuto nelle giovanili della squadra della nostra città.
Tra il 195 e il 1960 aveva giocato con Vicenza, Sampdoria e Brescia, ma era famoso soprattutto per la sua carriera da allenatore. Allenò per dieci anni la Nazionale Under 21, dal 1976 al 1986, e altri cinque la Nazionale maggiore, con cui arrivò terzo ai Mondiali di Italia 1990. Faceva parte di una generazione di allenatori che arrivavano alla Nazionale dopo aver passato anni a Coverciano, al centro tecnico della FIGC, ad allenare la nazionali giovanili: anche Enzo Bearzot, l’allenatore della Nazionale che vinse i Mondiali del 1982, aveva allenato per molti anni l’Under 23 prima di essere promosso. Vicini aveva un buon rapporto coi giornalisti e raccontava spesso aneddoti. Con lui, in quelle notti magiche, la Nazionale arrivò alle semifinali in entrambi i tornei internazionali a cui partecipò: gli Europei del 1988 e i Mondiali del 1990, giocati in casa.
Agli Europei l’Italia fu battuta dall’URSS, che in finale perse poi contro i Paesi Bassi di Marco Van Basten e Ruud Gullit. Ai Mondiali,l’Italia venne eliminata ai rigori dall’Argentina dopo aver vinto ogni partita fino a quel momento. L’Argentina segnò tutti e cinque i calci di rigore, per l’Italia sbagliarono Roberto Donadoni e Aldo Serena. “Avremmo meritato di vincerlo, siamo stati sfortunati. Non perdemmo mai sul campo, sei vittorie e un pari, e arrivammo terzi”, disse più tardi Vicini. Chiuse la carriera da allenatore nel 1993, a soli 50 anni, dopo avere allenato per qualche mese il Cesena e l’Udinese. In seguito è stato a lungo presidente del Settore tecnico della FIGC: cedette l’incarico solamente nel 2010 a Roberto Baggio.
FUNERALI Saranno celebrati domani alle 16.30 nel Duomo di Brescia i funerali di Azeglio Vicini che sarà poi sepolto nella tomba di famiglia a Cesenatico.
Il cordoglio dell’amministrazione comunale 
L’Amministrazione comunale di Cesena partecipa al cordoglio per la scomparsa “dell’amico e concittadino” Azeglio Vicini
Ricevuta la notizia della sua morte, il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore allo Sport Christian Castorri hanno inviato un messaggio di condoglianze alla moglie Ines e  ai figli Gianluca, Manlio e Ofelia.
“Lo ricordiamo – scrivono Sindaco e Assessore – come una persona umile e sempre gentile, che ha saputo interpretare il calcio ai massimi livelli con grande signorilità e, al contempo, lo ha saputo rappresentare con capacità e professionalità nei vari ruoli ricoperti nel corso della sua prestigiosa carriera. Ricordiamo con affetto il periodo nel quale ha guidato la squadra della nostra città nel campionato di Serie B, da marzo a giugno del 1993. Con grande affetto e commozione, infine, vogliamo ricordare Azeglio con lo stesso spirito, di amicizia e umanità, che ha caratterizzato le tante serate trascorse insieme agli amici e soci del Panathlon Club Cesena, certi che la sua presenza continuerà ad accompagnare tutti coloro che hanno a cuore i valori più forti dello sport”.
Cesena aveva reso omaggio a questo suo illustre figlio (era nato a San Vittore nel 1933) assegnandogli il Premio Malatesta Novello nel 2008 (nell’edizione in cui furono premiati anche Alberto Sughi e Mariangela Gualtieri) “per aver  portato – così recita la motivazione – nel mondo dello sport, e in particolare del calcio, la sua grande umanità e correttezza che, unite alla brillantezza e alla qualità del gioco prodotto dalle squadre che ha allenato, gli hanno permesso di ottenere risultati prestigiosi. […] Le sue doti umane e la signorilità dimostrata in ogni occasione ne hanno fatto “il gentiluomo del calcio in azzurro” e sono testimoniate dal fatto che, sia da calciatore che da allenatore, non è stato espulso nemmeno una volta. L’impegno costante, lo spessore tecnico e morale gli sono valsi il riconoscimento di Grande Ufficiale – Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitogli nel 1991 dal Presidente Cossiga, e lo hanno portato a raggiungere i vertici degli organi federali dove ha ricoperto per 10 anni la presidenza dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e successivamente del Settore Tecnico di Federcalcio”.
Cristina Fiuzzi

 

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