Rimossa oggi la lapide che protegge il luogo dove si suppone siano contenuti i resti mortali di Novello Malatesta (1418 – 1465), signore di Cesena e fondatore della storica biblioteca, murata nella parete in fondo all’Aula Nuti nel cuore della Biblioteca Malatestiana, Memoria del Mondo.

Ecco apparire verso le undici del mattino un’urna cineraria in marmo acroteriata con coperchio piramidato con sul davanti incise le lettere “M. N.”. Forte l’emozione di tutti i presenti che hanno assistito allo storico ritrovamento dedicando un applauso a colui che si ritiene dorma dentro l’urna.
“Non possiamo essere sicuri di nulla – ha detto il paleo patologo e direttore dell’equipe archeologica che ha base a Zurigo Francesco Maria Galassi, Senior Research Associate presso l’Università di Flinders (Australia) – fino a quando non faremo delle accurate analisi del contenuto. Per stabilire se effettivamente è Novello Malatesta dovremo trovare sufficiente Dna, oppure stabilire attraverso l’esame del radiocarbonio l’approssimativa epoca delle ossa”.
“Sarà un’indagine piuttosto lunga e ci vorrà del tempo. Magari, per assurdo, dentro non c’è nulla oppure le ossa sono femminili, o si scoprirà che appartengono ad un anziano e non dell’età di Novello quando morì”. Presente al ritrovamento anche il dottore Stefano De Carolis, direttore della Scuola di Storia della medicina dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Rimini, che ha reso noto che Novello morì all’età di quarantasette anni per malaria contratta poco prima in un guerra nel Peloponneso ed inoltre soffriva, in base alle testimonianze, di “melanconia” come allora era chiamata la depressione. Al ritrovamento erano presenti gli esperti della Soprintendenza alle belle arti Emilio Roberto Agostinelli. Cinzia Cavallari, Andrea D’Altri, presidente del comitato scientifico della Biblioteca Malatestiana che ha redatto il progetto di ricerca, Marino Mengozzi, Elisabetta Bovero, direttrice e Paola Errani responsabile della biblioteca antica.
Piero Pasini