Olidata procede verso la ripresa dell’attivita’ e punta alla riammissione del titolo alla quotazione in Borsa. Alla fine del 2017 è stato chiuso l’accordo con tutti i creditori che ha azzerato i 40 milioni di debiti che avevano ‘affossato’ l’azienda di Pievesestina di CESENA, fondata nel 1982 e fino ad alcuni anni fa principale produttore di computer in Italia, tanto da indurre il principale azionista Riccardo Tassi a metterla in liquidazione quasi due anni fa. Il titolo e’ sospeso alla Borsa di Milano dal 29 marzo 2016, quando la quotazione era ridotta a 15 centesimi. Da allora Tassi, azionista di riferimento di Olidata tramite la finanziaria Le Fonti Capital Partner, che aveva rilevato la quota di proprieta’ del colosso asiatico dell’informatica Acer, non ha mai smesso di lavorare per recuperare l’azienda, che ha visto i dipendenti calare da 200 (fine anni ’90) a una dozzina. “In Italia – commenta – nessuno aveva mai fatto una cosa simile in una societa’ quotata, mettendo d’accordo 207 creditori”.
Tra pochi giorni sarà pronto il bilancio che verrà proposto all’assemblea degli azionisti ai primi di marzo, poi partirà la richiesta di riammissione alla quotazione in Borsa, dopo la predisposizione di un piano industriale in fase di preparazione. Questo consentirà ai circa 12.000 azionisti di tornare a valorizzare le loro azioni. Poi ci sarà un aumento di capitale per reperire le risorse necessarie ad affrontare nuovi settori di intervento legati allo sviluppo delle nuove tecnologie. L’azienda cesenate è stato uno dei primi colassi nazionale del settore.
