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Per il Cesena dentro l’uovo di Pasqua c’è solo un’altra colossale mazzata

L’analisi bianconera dopo l’1-0 del Piola. Ora sono a rischio anche i play-out: Castori sotto accusa. Con l’Entella è già decisiva

Via Crucis bianconera. No perché qui, signori e signore, anche i più ottimisti (come il sottoscritto), stanno perdendo sempre più le speranze. Partita dopo partita. Settimana dopo settimana.

SOLO PETTING – Ha perso anche a Novara, dunque, il Cesena. Quasi in extremis. E pensare che, per lunghi tratti del match, la band dell’ex Di Carlo, ha dimostrato di essere anche più scarsa (e più triste) di quella di Castori. Ma nel calcio, come sotto le coperte, conta la concretezza. E Perticone & Company, anche al Piola, si sono limitati solo a fare un po’ di petting. Peraltro neppure spinto. Avrebbe potuto segnare la resurrezione del Cavalluccio, questa (non certo proibitiva) trasferta pre-pasquale in terra piemontese. Ed invece, a 9 gare dalla fine della regular season, l’orizzonte del Cesena è nero come la pece. O come la faccia di Carlo Conti. Fate voi. Tanto il succo non cambia.

TANTE LACUNE – La salvezza? E’ ancora a portata di mano, ci mancherebbe alto. La dice anche la classifica (quartultimo posto a -1 dall’Entella, che deve recuperare una gara ma che fra 8 giorni sbarcherà al Manuzzi…). E’ chiaro però che questo Cesena, piano piano, lentamente, sta precipitando sempre più verso il baratro. Verso un punto di non ritorno (l’Ascoli, terzultimo, è a -1: qui sono a rischio anche i play-out…). Schiavo delle sue lacune tecniche, tattiche e psicologiche. Anche a Novara, infatti, i bianconeri hanno sfoderato una manovra di gioco lenta, fumosa, prevedibile, figlia della paura di perdere. Figlia di un Castori che, pur avendo (ora) a disposizione tutta la rosa, continua a proporre sempre il solito (dannatissimo) modulo ‘sparagnino’ allergico alle due punte di ruolo.

MALEDETTO SI – Sono da ricercare da altre parti i veri colpevoli di questa situazione (la società su tutti, poi Camplone, poi almeno un paio di pseudo-big bianconeri…). E’ chiaro però che, anche il contestatissimo Castori (che ama fare i cambi prima del 70’ allo stesso modo in cui Platinette ama la patata…), ci sta mettendo del suo. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: appena 2 vittorie arpionate nel girone di ritorno, la miseria di 7 punticini raccolti nelle ultime 9 partite. C’è da mettersi le mani nei capelli. Anche perché, lo ribadiamo una volta per tutte, questa squadra è troppo Laribi (o Jallow) dipendente. E ha una difesa che ha sempre la…cappella in canna. Richiamare Camplone o, peggio, Drago? No, signori. Ancora no. Almeno aspettiamo l’Entella. Anche perchè, l’errore più grande che ha fatto Castori in questi mesi, a dirla tutta, è stato proprio quello di dire sì a Foschi e Lugaresi lo scorso ottobre. Non dimenticatevelo mai.

TRE CONSIGLI – Ah, dimenticavo. Caro mister, se vuoi continuare a sperare, segnati questi tre consigli in vista del prossimo decisivo scontro salvezza. Primo: Donkor non deve giocare più. Secondo: cambia sto cazzo di modulo. Terzo: metti Chiricò dall’inizio. Buona Pasqua (pardon, salvezza) a tutti. Belli e brutti.

Flavio Bertozzi

NOVARA-CESENA 1-0

NOVARA: Montipò; Golubovic, Del Fabro, Chiosa, Calderoni; Casarini, Ronaldo (44′ st Seck), Sciaudone (18′ st Maniero); Moscati, Di Mariano (42′ st Troest); Puscas. A dispFarelli, Benedettini, Macheda, Lukanovic, Orlandi, Dickmann, Bove. All: D. Di Carlo.

CESENA: Fulignati; Perticone, Esposito, Scognamiglio, Donkor; Kupisz (37′ st Chiricò), Di Noia (33′ st Fedele), Schiavone (37′ st Cacia), Dalmonte; Laribi; Jallow. A disp: Agliardi, Melgrati, Suagher, Eguelfi, Fazzi, Vita, Cascione, Emmanuello, Moncini. All: F.Castori.

ARBITRO: Nasca di Bari.

RETI: Maniero al 36′ st

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