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Ponte Abbadesse, una nuova pista ciclopedonale da e per il centro storico

Inaugurazione della pista ciclopedonale

Inaugurato un nuovo segmento di pista ciclopedonale che collega la frazione di Ponte Abbadesse con il centro storico permettendo ai residenti e in particolari ai tanti bambini che devono raggiungere le scuole di giungere a destinazione evitando strade alquanto trafficate.

Questo nuovo tratto, che va ad innestarsi con il precedente tra via S. Francesco e via Padre Genocchi in uso dal 2005, si sviluppa su un tracciato di 330 metri estendendosi a fianco del torrente Cesuola iniziando da piazzale Ivo Giovannini.

 

L’importo complessivo del comune per la messa in opera è stato di duecentocinquantamila euro e il complesso è stato costruito dalla ditta Ceisa, mentre la parte elettrica è stata realizzata dall’impresa Soel. L’illuminazione è particolare ed estremamente moderna, infatti è strutturata in sedici punti luce a led che mantengono, nelle ore notturne, una luce fioca che aumenta al momento del passaggio del pedone o del ciclista.

“Con questo tratto ed un altro che si andrà presto a definire – ha detto il presidente del quartiere Amleto Gazza – Ponte Abbadesse completa un percorso protetto da e per il centro storico permettendo di raggiungere le proprie destinazioni senza i pericoli delle strade trafficate che collegano la città alla frazione”. “Costruire una pista ciclopedonale – ha proseguito l’assessore ai lavori pubblici Maura Miserocchi – sottindende anche delle scelte mirate da parte dell’amministrazione che tuttavia richiedono tempo. Altro deve essere fatto, ma bisogna avere pazienza perchè i risultati verranno”.

“A Cesena – conclude il sindaco Paolo Lucchi – ci sono già oltre novanta chilometri di piste ciclopedonali ed altri segmenti sono in progetto. La nostra città è stata fra le prime a fornirsi di questo tipo di viabilità che permette di vivere meglio l’ambiente di residenza. Noi dobbiamo costruire una città per i nostri figli, per questi piccoli che in questo momento ci circondano e che dovranno essere liberi di circolare in piena sicurezza e di conoscere come noi ai nostri tempi”.

Piero Pasini 

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