Vi scrivo da una sperduta malga della Val Venosta. Località Curon. A due passi dal lago di Resia. A un tiro di schioppo dall’Austria. Posto bellissimo ‘targato’ (ancora) Italia. Anche se qui, il più amabile degli autoctoni, ha un grado di simpatia che è una via di mezzo tra una cartella esattoriale e una merda di alano. Anche se qui, gli italiani, sono considerati dagli albergatori e dai ristoratori dei turisti di Serie B. Facciamo pure di Serie C. A proposito di Serie C. “Caro Bertozzi – mi hanno appena chiesto via WhatApp dalla Romagna – anche se sei in vacanza devi scrivere qualcosa sul Cesena. Ci sono grosse novità che bollono in pentola…”. E che cazzo scrivo? Il rigore sbagliato da Mustacchio sotto la Mare contro il Lecco mi sembra già una cartolina ingiallita dal tempo. E il calciomercato non ha emesso ancora il suo primo ‘vero’ vagito. Ripeto: che cazzo scrivo? Massì, qualcosa mi invento. Anche perché mi avvisano ancora prontamente dalla regia che il Cesena non se la sta spassando troppo bene. Che ci sono degli attriti con i fornitori. Che il più ‘famoso’ degli Aiello non riesce a defenestrare quel Tale Americano che – pur di lanciare il suo impresentabile figlio-portiere in porta – ha fatto perdere al Cavalluccio un campionato (quasi) già vinto in partenza. Un attimo: e queste sarebbero le grosse novità che bollono in pentola? Per i miei quattro (forse cinque) seguaci che amano seguirmi sempre sul web e in tv, queste, tutte sono tranne che novità. Epperò – mi dicono ancora prontamente dalla regia – in Terra di Romagna in queste ore si sta parlando (anche) di un’imminente cessione della società bianconera a un fondo tedesco-mediorientale. Oh, finalmente!!! Questa sì che, se fosse confermata l’indiscrezione, sarebbe una clamorosa novità. Anche se, a conti fatti, con la fumata bianca cambierebbe ben poco in seno al club bianconero: saluterebbe un Gruppo di meri speculatori che – al di là delle solite dichiarazioni incellofanate – non conosce minimamente il significato della ‘parolina’ Cesena e che millanta di avere disponibilità finanziarie che poi in realtà non possiede, entrerebbe un altro Gruppo di meri speculatori che – al di là dei soliti bla bla bla di facciata – non conosce minimamente il significato della ‘parolina’ Cesena e che millanta di avere disponibilità finanziarie che poi in realtà non possiede. Un cambio alla pari. E dunque, care lettrici e cari lettori, lo chiedo a voi: io che vi sto scrivendo da questa sperduta malga della Val Venosta, con davanti a me un cappuccino fumante e una torta Sacher che promette di regalarmi orgasmi multipli, mi dovrei forse preoccupare di questo (probabile, eh; mica certo…) ribaltone in salsa straniera? Giammai. Prima di salutarvi, però, tre ‘cosine’ voglio regalarvele lo stesso. La prima: comunque vada, l’iscrizione del Cesena alla prossima stagione, non è a rischio. Sti cazzi, direte voi. Ed allora vai con la seconda ‘cosina’: io, se fossi un tifoso ‘normale’ del Cesena, per protesta, il prossimo anno non (ri)farei l’abbonamento. Non ridarei fiducia a scatola chiusa a un club che continua a prendere per i fondelli il Popolo Bianconero. Terza ed ultima ‘cosina’: come mi mancano i vecchi presidenti bianconeri (romantici) ‘targati’ Cesena. Oh, sia chiaro. Lasciamo perdere, per motivi diversi, Giorgio Lugaresi e Augusto Patrignani. Io mi riferivo a Dino Manuzzi. A Edmeo Lugaresi. E pure a Igor Campedelli. Ed ora passo e chiudo. C’è una succulenta fetta di Sacher che mi sta guardando insistentemente. Ed anche la popputissima cameriera di questa sperduta malga della Val Venosta mi sta facendo l’occhiolino. Che sia una cugina della costosissima meteora bianconera Frieser? (Flavio Bertozzi)
Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande
L’iscrizione del Cesena al prossimo campionato non è a rischio, anche se c’è poco da gioire in riva al Savio. Ed io, tra gli Americani e i Tedeschi, preferisco…
