La roboante (e, diciamolo pure, sorprendente) vittoria per 4-0 conquistata ieri sera al Manuzzi dal Cesena contro la vice-capolista Virtus Entella? Non fa altro che aumentare i rimpianti in riva al Savio. Sì, i rimpianti.
A DUE PUNTICINI – Ripeto un concetto già espresso più volte in questa stagione: questa squadra, pur con tutte le sue lacune (più o meno) strutturali, a mio modesto parere aveva tutte le carte in regola per vincere il campionato. A condannare il Cesena a questo (solo momentaneo?) 3° posto, però, oltre all’ormai ‘famosa’ e chiacchieratissima Porcata Portieri, alle polveri bagnatissime di Ferrante e al colossale flop del tandem Bianchi-Chiarello, sono state certe discutibili scelte prese da Toscano. Un Toscano che – faccio un semplice esempio – dando più volte spazio all’irricevibile Calderoni, ha scelto di indossare i panni di Tafazzi. E di lasciare punti pesanti per strada. Peccato, peccato davvero. Ma niente è perduto. O meglio, sfumato quasi definitivamente il 1° posto (ok, la Reggiana – ora ‘solo’ a +6 – è in frenata, ma a 7 giornate dalla fine pare davvero improbabile un crollo totale degli emiliani), c’è ancora quel 2° posto a portata di mano. Ad appena due punticini. Un 2° posto che, in ottica play-off, sarebbe davvero fondamentale. Perché – ripeto pure questo concetto – quel vecchio califfo di Toscano, i play-off, li può vincere. Eccome se li può vincere. Per tanti motivi.
ANCHE IL CONDOR – Chiudo questa analisi con un breve ma doveroso pensiero sulle recenti comparsate televisive sfoderate su Teleromagna (prima) da Lewis Junior e (poi) da Massimo Agostini. Due comparsate – ehm ehm – non proprio indimenticabili. Due comparsate degne del ‘miglior’ I Nuovi Mostri di Striscia La Notizia. Sul ‘simpaticissimo’ Lewis Junior (e su chi l’ha mandato incredibilmente allo sbaraglio: prima in campo e poi davanti alle telecamere) meglio stendere un velo pietoso. Davvero, meglio sorvolare. Dal mitico Condor, invece, mi sarei aspettato più verità. Su almeno due fronti (leggasi: vergognoso allontanamento di Antonioli andato in scena lo scorso luglio e pacchiano harakiri portieri al gusto di nepotismo consumatosi prima di Cesena-Carrarese). Invece, su tali temi scottanti, ho udito troppe bugie. Troppe ‘arrampicate’ sugli specchi. Sulle modalità che hanno portato al (contestato, contestatissimo) ritorno di Scalabrelli in bianconero, poi, si è toccata la vetta più ‘alta’. Anche qui, il caro vecchio buon Tafazzi, non avrebbe saputo fare di meglio. Chapeau.
Flavio Bertozzi
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