Coronavirus: le fake news. In questo momento di emergenza, a rischio “sanitario” si unisce pericolosamente il rischio “sociale e della fiducia” alimentato da vere e proprie pandemie informative che “infettano” uno dei più importanti fattori della gestione della crisi : la corretta comunicazione dell’emergenza . La disinformazione colpisce tutti ovunque. Contribuisce a rendere l’ecosistema mediatico un ambiente in cui la narrazione prende il sopravvento sull’informazione. I contenuti e la tecnica narrativa prevalgono sulla veridicità dei fatti che descrivono. La creazione e la condivisione involontaria (misinformazione) o deliberata (disinformazione) di informazioni false e non dimostrate, aumentano, si trasmettono più pervasivamente e molto più velocemente della verità online. L’elenco che segue riporta meri esempi di contenuti non attendibili e fake tratti dal web.
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Il Coronavirus è stato creato da una “congrega” di miliardari che vogliono dare vita ad un nuovo ordine mondiale. Così Paolo Barnard su Twitter. E la catena dei twitter continua.
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“ Il Coronavirus, nome in codice Wuhan-400, è un’arma batteriologica creata dalla Cina che realizza una “profezia” preannunciata in un libro del 1981” . Una “fake news” che allude al racconto di fantasia dello scrittore statunitense Dean Koontz nel libro The Eyes of Darkness, uscito appunto quarant’anni prima. Alcune testate peraltro ne hanno evidentemente subito il fascino stante che ne hanno di fatto agevolato la diffusione, riportando il contenuto di un’intervista video rilasciata ad un sito che si occupa di geopolitica e affari internazionali, da un noto professore di diritto presso l’Università dell’Illinois il quale sosteneva che il coronavirus fosse “un’arma da guerra biologica potenzialmente letale (…) fuoriuscita da un laboratorio di massima sicurezza” di Wuhan.
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“ Il Coronavirus, nome in codice Gorki-400, è un’arma batteriologica creata (questa volta) dall’Unione Sovietica ” . Per alludere in questo caso al nome dato al virus letale nella versione originale del 1981 del medesimo libro The Eyes Of Darkness. Nel libro, il virus proveniva dalla Russia ed era chiamato “Gorki-400” dalla città in cui fu creato.
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O perché no, il Covid-19 viene ritenuto un’arma sviluppata dagli Stati Uniti . A gennaio un sito russo pubblicò un articolo in tal senso. Ed è noto che una tra le più virali quanto non dimostrabili teorie della cospirazione vi sia anche quella che vede Bill Gates artefice della diffusione intenzionale del virus.
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Il Covid-19 è l’inizio dell’apocalisse con giudizio divino ormai prossimo . “Tra le cose più belle della Bibbia ci sono le sue profezie: è uno dei modi che utilizza Dio per guadagnarsi la nostra fiducia. Le profezie che si avverano dimostrano alle persone che ci si può fidare della Bibbia”. Così l’introduzione di uno dei tanti video postati sui social network, caricati dagli influencer della cristianità.
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Oppure , il Coronavirus è dipeso dalla tradizione culinaria cinese e dai pipistrelli in particolare . Sono divenute virali le affermazioni di Luca Zaia del febbraio scorso, che richiamano una altrettanto nota leggenda metropolitana: “li abbiamo visti tutti mangiare topi vivi”. L’effetto che hanno sortito è stato abbastanza impattante, nonostante l’immediata rettifica con tanto di scuse ufficiali all’ambasciata cinese rese dallo stesso e volte a specificare come l’affermazione mirasse al contrario ad evidenziare la “montagna di materiale e video, molti dei quali fake, che pesano sulla reputazione di questo virus” .
Poi ci sono le fake news sul Coronavirus che ci raggiungono anche su WhatsApp L’ultima bufala da sdoganare riguarda un file audio che sta girando in chat in questo periodo. L’audio in questione consiste in una registrazione in cui si sente la voce di una donna (poi fatta passare per il Ministro Azzolina) che parla del Coronavirus , dicendo che il Covid-19 sta mutando in ceppi più gravi . Ovviamente, la donna che parla non è il Ministro dell’Istruzione e la fake news è stata prontamente smascherata. Infine, di chi bisogna fidarsi? Di siti che riportano dati ufficiali, presi dalla Protezione Civile regionale, dal Ministero, da Ausl e dalle maggiori agenzie di stampa. Altra nota; ci sono anche i “maggiori informati”, ovvero le persone che tendono a screditare le notizie ufficiali, mettendole in dubbio: questi, farebbero bene ad informarsi, prima, Poi, eventualmente scrivere.
L’ultima fake che ha spopolato domenica sui social è quella delle scarpe:
Un “amico medico di Milano consiglia caldamente di utilizzare un solo paio di scarpe per andare fuori e lasciarle fuori dalla porta di casa un volta utilizzate, perché sembra che il virus riesca a rimanere vivo per 9 giorni sull’asfalto”. L’audio con il suggerimento sta facendo il giro delle chat di tutta Italia, tanto che ne ha accennato anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità in conferenza alla Protezione Civile. L’Adnkronos Salute ha proposto l’audio al virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che spiega: “E’ un fake. E’ vero, il virus può sopravvivere qualche giorno, ma con una carica virale irrisoria”.
“La sporcizia, ovvero il substrato organico, può in qualche modo facilitare la sopravvivenza del microrganismo, ma è davvero irrisoria la quota che può essere portata dalle scarpe”, aggiunge il virologo. Inoltre, come ha ricordato Brusaferro (presidente dell’Iss, ndr), questi virus sopravvivono sulle superfici “laddove non vengano esposti a disinfezione ma anche elementi colme sole, pioggia, intemperie”. Parola d’ordine, ancora una volta, igiene accurata delle mani e pulizia ambienti.
Cristina Fiuzzi
