Il tribunale di Forlì ha assolto perché il fatto non sussiste Fabio Grassi, ex capo dell’ufficio stampa dell’Apt, azienda di promozione turistica dell’Emilia-Romagna dall’accusa di aver falsificato rimborsi spese su iniziative con giornalisti. La Procura aveva chiesto nove mesi e 14 giorni.

La vicenda emerse nel 2016 a Bologna, dopo un esposto del M5s e riguardava ‘ospitate’ di rappresentanti della stampa alle iniziative Apt, con giornalisti messi a rimborso in elenchi compilati dallo stesso Grassi. Poi per competenza il processo è stato trasferito a Forlì e ieri, come riporta la stampa locale, si è chiuso in primo grado con l’assoluzione.
“E’ il giusto epilogo di una vicenda iniziata cinque anni fa in un pessimo clima di caccia alle streghe, ma…tanto rumore per nulla! Calunnie e bugie si accavallarono in quel tempo, e fu un gioco allo scaricabarile”, commenta Grassi.
“Querele e denunce, falsità e cattiverie diedero spazio ad una eco mediatica spropositata. Alcuni colleghi mentirono spudoratamente, opportunamente sconfessati da altri colleghi. La politica mi volle capro espiatorio. Il primo organismo ad assolvermi, dopo tre anni, fu il Consiglio nazionale di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti, che riconobbe la mia assoluta onestà intellettuale e correttezza sul piano etico e deontologico, ribaltando le insussistenti accuse mosse nei miei confronti dal collegio territoriale dell’Emilia Romagna.
Oggi mi assolve la magistratura”, conclude.

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