Il Ristorante La Buca in Corso Garibaldi, 45 a Cesenatico è entrato nell’Associazione Le Soste. E ora fa parte delle quasi 100 eccellenze a livello europeo (86 in Italia e 8 all’estero). Lunedì 5 marzo, in chiusura di “Identità Golose”, si è svolta l’assemblea dell’Associazione e sono state presentate e accolte le dieci new entry 2018.
Fra i nuovi entrati c’è il Ristorante La Buca di Cesenatico Patron Stefano Bartolini. Gli nuovi sono: Al Ferarut di Rivignano (Ud) -Chef Alberto Tonizzo; Ca’ Vittoria di Tigliole d’Asti (At) – Chef Massimiliano Musso; Cinque Enrico Bartolini &Le Soste @FICO Eataly World Bologna – Chef Salvatore Amato; Dolce Stil Novo di Venaria Reale (To) – Chef Alfredo Russo; Dolomieu Ristorante di Madonna di Campiglio (Tn) – Chef Enrico Croatti; Il Falconiere di Cortona(Ar) – Chef Silvia Baracchi; Il Saraceno di Cavernago (Bg) – Chef Roberto Proto; Oseleta – Villa Cordevigo di Cavaion Veronese (Vr) – Chef Giuseppe D’Aquino; Seta diMilano – Chef Antonio Guida.

Come ormai d’abitudine i nuovi associati hanno cucinato per gli oltre 250 ospiti della Cena di Gala che si è svolta nelle sale dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano sotto la guida attenta di Francesco Cerea, in quell’occasione anche padrone di casa.
Le Soste premia anche chi promozione la qualità, la creazione, diffusione e valorizzazione globale della più nobile cultura enogastronomica italiana.
Ecco i premiati 2018: Guido Berlucchi & C. “Premio Franco Ziliani/Le Soste all’innovazione” allo chef Niko Romito del Ristorante Reale di Castel di Sangro (L’Aquila). Grana Padano “Premio Le Soste Blog dell’anno” a Lidia Forlivesi del blog “Nonsolofood”. Cantine Ferrari Trento “Premio Le Soste Ospitalità di Sala” a Cristiana Romito del Ristorante Reale di Castel di Sangro (L’Aquila). Tenuta Marco Felluga e Russiz Superiore “Premio Le Soste alla Carriera” a Lorenzo Viani del Ristorante “Lorenzo” di Forte dei Marmi (Lucca). La Fenice – Esploratori del Gusto “Premio Le Soste per la Sostenibilità” allo chef Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus di San Cassiano in Badia (Bolzano). Aspi (Associazione della Sommellerie Professionale Italiana) “Best Wine Estates of Italy” alla Società Agricola Roeno di Belluno Veronese (Verona). Champagne Pommery “Premio Experience Pommery alla migliore selezione di Champagne” al Ristorante Da Vittorio di Brusaporto (Bergamo). Ca’ del Bosco “Premio Franco Colombani” a Gabriele Del Carlo, sommelier del Ristorante George V (al Four Seasons Hotel) di Parigi. De Cecco “Premio Eccellenza di Filiera” all’azienda Campilii Cereali di Catignano (Pescara). Eberhard & Co. Watches “Premio Le Soste/Eberhard Donna protagonista dell’anno” ad Angela Frenda, Food Editor del Corriere della Sera. Volvo Car Corporation “Premio Le Soste Promessa per il futuro” alla chef Aurora Mazzucchelli del Ristorante Marconi di Sasso Marconi (Bologna). Metro Spa “Premio Le Soste alla Formazione” allo chef Terry Giacomello del Ristorante Inkiostro di Parma.
Ecco Cos’è l’Associazione “Le Soste”
E’ la collezione dei migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro paese e in Europa, espressione dell’eccellenza in tutte le professioni della ristorazione: cucina, sala, gestione e sommellerie. Nel 2018 il gruppo conta 94 soci, con un’anima spiccatamente italiana − 87 soci distribuiti dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia − e 7 presenze all’estero, in Lussemburgo, Principato di Monaco, Russia, Slovenia e Svizzera.
La storia de La Buca di Cesenatico
Tutta la forza e la sapidità che può donare il Mare Adriatico si concentrano a La Buca, l’insegna di Cesenatico affacciata sul Porto Canale di Leonardo da Vinci. Tutto è iniziato nel 1985 e da allora Stefano Bartolini, figlio di un ex pescatore svezzato alla mitica pensione di mamma Angela e delle sue due sorelle, interpreta ottimamente ciò che simboleggia “il mare nella sua essenzialità”. Dagli appetizer ai piatti, dal servizio agli spazi, l’ambiente marino riecheggia in ogni dove. Un plauso va alle preparazioni a crudo fino ai grandi classici della cucina marinara romagnola. La location, minuziosamente progettata dall’architetto di famiglia, Andrea Bartolini, riflette l’artigianalità e il corredo naturale del mare: le luci soffuse, i suoni ovattati e i materiali come ferro e lamiera grezza riproducono le sensazioni del pescatore inabissato nella cambusa del peschereccio.
E così, quando si abbandona il frastuono della banchina con il richiamo dei gabbiani, si è avvolti dal contesto sospeso del ristorante, distaccato nel tempo e nello spazio, per dedicarsi a pieno al piacere del gusto.




















