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Revisore contabile di Sant’Angelo di Gatteo sottrasse 2,6 milioni a 40 clienti

Guardia di Finanza

Quantificati dalla Guardia di Finanza i soldi sottratti ai suoi clienti. Le indagini delle Fiamme Gialle e del Sostituto Procuratore di Forlì Messina, hanno svolto un accertamento su un revisore contabile che avrebbe truffato una quarantina di suoi clienti appropriandosi  indebitamente di due milioni e 600mila euro. Per questo è scattata una misura cautelare e il sequestro di parte dei proventi illeciti. Il contabile era titolare di due studi a Sant’Angelo di Gatteo. Nel corso dell’ispezione fiscale sono infatti stati scoperti gli stratagemmi e gli artifizi che l’uomo avrebbe posto in essere ai danni di suoi clienti storici (liberi professionisti, imprese, artigiani, società e associazioni sportive). Questi hanno formalizzato numerose denunce per truffa nei suoi confronti. Le indagini, che si sono articolate in numerose assunzioni di informazioni testimoniali, perquisizioni domiciliari ed accertamenti bancari hanno sostanzialmente consentito di comprovare come l’indagato, negli ultimi sette anni, da una parte faceva figurare falsamente ai suoi clienti il versamento delle imposte dovute e dall’altra predisponeva e presentava all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni dei redditi ed Iva esponenti dati falsi, indicando in esse acquisti di beni strumentali inesistenti e crediti d’imposta fittizi per poi effettuare delle indebite e fittizie compensazioni di tasse. I finanzieri hanno potuto ricostruire l’intero volume della truffa ai danni dei clienti che oggi risultano essere anche morosi nei confronti dello Stato e addirittura, in diversi casi, risultano evasori totali poiché S.B. non ha nemmeno provveduto a presentargli le dichiarazioni dei redditi e dell’Iva.
Gli investigatori, attraverso le indagini finanziarie disposte dalla Procura, sono anche riusciti a scoprire che i 2.600.000 euro erano tutti confluiti indebitamente nei conti correnti personali dell’indagato che li aveva utilizzati per scopi personali ed addirittura reimpiegati/autoriciclati per finanziare due società immobiliari di sua proprietà al fine di estinguere i debiti delle stesse o sostenerne i costi d’impresa. Per tali motivi sono stati effettuati ulteriori accertamenti fiscali nei confronti dell’uomo attraverso i quali sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate ed alla Procura di Forlì i predetti proventi illeciti da sottoporre comunque a tassazione. I reati che si sono configurati secondo gli inquirenti sarebbero tributari e autoriciclaggio. Successivamente, la Procura di Forlì ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sulle disponibilità dell’indagato fino alla concorrenza di oltre 850.000 euro (pari alla sommatoria di quanto autoriciclato e dell’imposta direttamente evasa) richiesto e concesso dal G.I.P. di Forlì, Dr. Massimo De Paoli. In esecuzione di tale decreto, lla Guardia di Finanza, la scorsa settimana, ha provveduto a sottoporre a sequestro l’unità immobiliare di S.B., le sue quote societarie e i saldi attivi per un valore complessivo di circa 373.000 euro. Si aggiunge la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione di revisore contabile.

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