Una piccola preziosa pepita d’oro che fa sognare. E’ l’immagine della splendida piazza Valbruna, trasformata in una discoteca sotto le stelle nel cuore di Gabicce Monte, per tre serate la capitale della Disco Music. L’ottava edizione di Disco Diva. del Festival internazionale della Disco Music coordinato da Cristina Tassinari, ha portato nella suggestiva località delle Marche, star come Cerrone, Imagination ft Leee John e Nicky Siano dallo Studio 54 di New York.
Per tre serate Gabicce è stata alla ribalta, in un mare di entusiasmo, sorrisi, voglia di ballare e ritrovare la socialità forzatamente dimenticata in questi anni di pandemia.
La Disco Music è un genere musicale eterno e intramontabile, capace di attraversare gli anni e trasmettere a generazioni diverse, una sensazione di libertà e energia creativa.
Quella che vive in Marc Cerrone, batterista, produttore discografico, compositore di canzoni disco di successo planetario, ai vertici delle classifiche come Love in C Minor 1976, Cerrone’s Paradise 1977, Supernature 1977, Je suis music 1978: milioni e milioni di copie vendute.
Nato a Vitry-sur-Seine, una cittadina della Ile de France, fuori Parigi, quindi francese di chiare origini italiane (la famiglia di Frosinone), a 70 anni, Marc Cerrone ha alle spalle una carriera straordinaria che ha già passato il mezzo secolo, prosegue nel presente e si proietta in un futuro di successo con immutata, incredibile passione.
“Non c’è altro stile musicale che faccia stare bene come la disco. – dice Cerrone – Sensualità e felicità sono due elementi che difficilmente si trovano altrove assieme come nella disco che porta inevitabilmente il corpo a muoversi. Certamente si balla con altri generi magari aggressivi come house garage, tecno, ma chi vuole essere felice sceglie la disco. E’ una sensazione, è la musica che crea l’atmosfera della felicità”.
Capelli bianchi, maglietta nera, occhiali scuri, si è fermato a Gabicce per portare il suo messaggio di entusiasmo in un d.j set che ha acceso la notte.
“Ho iniziato sette anni fa questa nuova esperienza. Prima ero scettico perché sono un musicista. Gli amici Bob Sinclair e David Guetta mi hanno convinto. Ho scoperto che mi piaceva molto e non mi sono più fermato”.
Il dinamismo di uno dei re della disco è nella sua attività di performer Sono memorabili i suoi concerti nel mondo e in Francia, a Parigi, al Trocadero, a Place de la Concorde con 600 mila spettatori e a Versailles, trasformata per una sera nella più grande discoteca del mondo.
“Fino al forzato stop per la pandemia, ho passato 48 anni della mia vita on stage, a suonare. Non c’è mai stato un periodo più lungo di due mesi per me senza fare concerti o esibirmi in pubblico. Mi piace, è la mia vita. Perché mi sono sempre divertito. Fare musica è per me un gioco, non un lavoro”.
In diverse occasioni hanno collaborato con lui i figli Jeremy e Greg.
“E’ stato un piacere e un orgoglio averli accanto in alcuni momenti di questa mia lunga avventura”.
Oltre a suonare con un altro “padre” della disco come Nile Rodgers fondatore degli Chic assieme a Bernie Edwards, Cerrone ha lavorato con tanti artisti che hanno prestato la loro voce nei suoi lavori. Come si sviluppa il rapporto tra compositore e musicista, quale è lei, e gli altri ?
“Ci sediamo in studio, parliamo, ognuno porta le sue idee. Registro le linee di chitarra, basso, tastiere e batteria, che suono personalmente. Non c’è una chimica particolare, ma naturale. La combinazione, la relazione nasce spontanea tra compositore e cantanti in uno scambio”.
Il suo penultimo album, Red Lips, sei anni fa, è ricco di voci notevoli.
“Incredibili musicisti davvero molto bravi come Brendan Reilly e Yasmin. Dopo questo album è proseguito un lungo tour, poi fermato dalle prime avvisaglie del Covid”.
Un periodo che stava per diventare difficile per tutti, all’inizio del 2020, nasceva DNA, l’ultimo album.
“Una atmosfera particolare. Ho ricreato lo studio nel mio appartamento. Un pezzo dopo l’altro è venuta fuori una serie di canzoni e la mia casa discografica mi ha fatto capire che era un album praticamente pronto. Sono tornato in studio, ho perfezionato alcune cose ed ecco DNA. E’ la mia natura, ho suonato batteria, sintetizzatori, tutto da solo”.
In DNA si distinguono due singoli a tema ambientalista: Resolution e The Impact che richiama a più di 40 anni di distanza, un messaggio legato alla “madre terra” come in Supernature.
“The Impact era già finita, quando ho pensato di cercare su internet le testimonianze di chi si è impegnato per il futuro del pianeta. Ho campionato la voce e il messaggio dell’etologa Jean Goodall. Dopo tre giorni ho avuto il suo ok e la canzone era definitiva”.
Lei ha vinto 5 Grammy Awards, alcuni Golden Globe e altri innumerevoli premi. Se dovesse indicare una canzone tra le tante hit?
“Non posso scegliere perché sono tutte come figli. Ogni canzone mi richiama qualcosa nella mia mente. Mi ricorda un momento della mia vita”.
Giuseppe Sangiorgi
