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E’ morto Andrea Pinketts, giallista, giornalista e opionista

Aveva 57 anni, se n'è andato dopo una malattia durata un anno. Una vita sopra le righe

Andrea Pinketts è morto nella sua Milano giovedì a 57 anni dopo una malattia durata un anno. La sua vita è stata come i suoi libri: sopra le righe, irriverente, fantasiosa, ironica, fluviale, romantica e ad alto tasso etilico. Un po’ come uno dei personaggi più famosi dei suoi romanzi, Lazzaro Santandrea.

Scriveva al bar, in particolare a Le Trottoir, nella sede storica di corso Garibaldi e poi in piazza XXIV Maggio, che era per lui lo studio e l’osservatorio per raccontare l’umanità varia della Milano notturna, dove tutto può accadere. In quegli anni aveva fondato la ‘Scuola dei Duri’, una sorta di movimento dei giallisti milanesi ma un suo racconto venne inserito anche in ‘Gioventù cannibale’, l’antologia di quelli che poi diventarono i ‘Cannibali’, insieme a nomi come Niccolò Ammaniti, Aldo Nove e Daniele Luttazzi.

Pinketts però è stato anche modello e giornalista, con reportage di cronaca su Esquire e Panorama che hanno contribuito a risolvere casi famosi come quello della setta dei Bambini di Satana e del cosiddetto ‘mostro di Foligno’ Luigi Chiatti’. Nella sua carriera è stato anche attore, interpretando un giornalista in ‘Via Montenapoleone’ (1987) di Carlo Vanzina. Ha ceduto poi al fascino della tv, mettendo la sua vena di polemista arguto e ironico al servizio di reality show come ‘La Pupa e il Secchione’ di Italia 1 (2006), partecipando come opinionista a varie trasmissioni e nei panni dell’inviato di ‘Mistero’, sempre sulle reti Mediaset.

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