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Guttuso “Colori e Passioni”, una mostra dentro la mostra di Pennabilli

 

 “Colori e passioni di Renato Guttuso”, è il titolo della collaterale che impreziosisce la 48^ Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato della Città di Pennabilli, organizzata in collaborazione e con la supervisione della “Chifari Art Gallery di Torino” e della sua responsabile Lia Chifari de Lisi. Una mostra dentro la Mostra insomma.

Olii, chine, grafiche acquarellate, per un totale di 30 importantissime e meravigliose opere esposte al terzo piano di Palazzo Olivieri sino al 29 luglio 2018 e che recano, tutte, la firma indelebile dell’immenso maestro Renato Guttuso; uno schiaffo di colori che attraversa 50 anni della storia italiana e della vitta del grande pittore siciliano.

A partire dagli anni della fronda antifascista, un artista che come pochi altri in Italia si è dedicato con perseverante abnegazione e ferma convinzione a ricercare una saldatura tra impegno politico e sociale ed esperienza creativa, nella persuasione che l’arte possa e debba svolgere una funzione civile e sia costitutivamente dotata di una valenza profondamente morale. 

E proprio su questa scia, nei locali climatizzati che ospitano una delle più belle ed antiche esposizioni d’arte, ritroviamo nella raccolta di disegni e acquerelli, una delle opere del “Gott mit Uns” (1944) che richiama ai fucilati, ai civili e passati per le armi del secondo conflitto mondiale, ed una che rimanda all’impegno ed all’interesse politico dell’artista:  un trionfo di bandiere sventolanti in cui esplode il colore rosso a richiamo delle lotte sociali a lui tanto care che ne hanno fatto il capofila della cosiddetta arte sociale (opera in foto). Oltre agli immancabili “tetti di capri” un olio che richiama la passione dell’artista per i tetti delle città, “Le visite” (1970), acrilico su carta incollata su compensato, presente nel catalogo generale delle opere di Guttuso ed esposto nelle più importanti mostre internazionali dedicate al Maestro, e “Caminetto” (1984), un olio su tela di importanti dimensioni, ed una natura morta del 1938 dal titolo “Due Garofani”.

Roberto Giannini

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