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LA FORZA DEL BALLO LISCIO PER GLI ANZIANI.

Ottavio Righini

In questi giorni si è evidenziato in Romagna un’idea in embrione già da un po’ di tempo. Quello di promuovere il Ballo liscio a patrimonio dell’Unesco. Naturalmente quando si dice “liscio” si dice Romagna e si dice Casadei. Non staremo a ripetere quelli che praticamente tutti in Romagna sanno cos’è il liscio e quanto si deve alla dinastia dei Casadei per quanto hanno fatto perché questa peculiarità romagnola sia oggi conosciuta non solo in Italia ma in mezzo mondo. Ecco si vuole arrivare a far si che il Ballo lisco diventi da romagnolo a Patrimonio del mondo intero.

Fatta questa premessa, nella speranza che il nostro Liscio possa diventare quello che il Tango è diventato per l’Argentina ed il Walzer per l’Austria, tentiamo un ulteriore contributo  che si lega ai nostri temi settimanali. L’attenzione per tutti i nostri lettori che hanno raggiunto la terza età, con l’augurio che tutti possano vivere questa situazione. Diventare anziani è un privilegio ( anche se poi una volta raggiunta l’età ci si lamenti dei problemi che presenta),

Ma veniamo al tema. Secondo un recente studio dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, da poco pubblicato, il Ballo Liscio  è in grado di migliorare le funzioni cognitive e ridurre l’atrofia cerebrale negli anziani che hanno un più alto rischio di demenze. La danza infatti, soprattutto se praticata in gruppo, ha un beneficio non solo sul corpo ma anche sulla mente, attraverso l’interazione e la socialità. Per la prima volta, in modo scientifico, il ballo è stato confrontato con altri tipi di attività fisica per coglierne i benefici e le peculiarità sulla salute degli anziani.

Lo studio è stato effettuato su un gruppo di anziani over 65, diviso in due sottogruppo. Per uno in modo casuale portati a ricevere lezioni di liscio, per l’altro un’attività di tapis roulant. Il tutto per sei mesi sotto il controllo di un’equipe di specialisti.

Per entrambi i gruppi sono stati riscontrati miglioramenti nella capacità di ragionamento e pianificazione. Tuttavia chi ha seguito le lezioni del ballo liscio ha generato effetti positivi maggiori rispetto alla funzione esecutiva e nella velocità di elaborazione delle informazioni, ed ha fatto emergere nei ballerini anche una ridotta atrofia nell’ippocampo. ( La regione deputata al funzionamento della memoria, spessi colpita da patologie neurodegenerative).

Ma tutto questo, senza essere suffragato da studi scientifici, noi romagnoli lo sapevamo già da oltre un secolo, fin da quando il famoso Carlo Brighi ( Zaclen) col suo violino faceva ballare sulle aie giovani e meno giovani. Speriamo che il Ballo liscio diventi veramente Patrimonio dell’Unesco, lo merita.

Ottavio Righini

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