Duecento anni sono trascorsi dalla nascita di Pellegrino Artusi in quel di Forlimpopoli. E quest’anno, alla festa artusiana, la città avrà modo di festeggiare il suo illustre cittadino, riconoscendo ed enfatizzando il suo merito più grande: l’aver portato il più istintivo e semplice atto del cucinare su di un livello culturale ormai acquisito da tutti gli operatori del settore gastronomico del mondo. La “Scienza in Cucina” fu la sua opera che, in poco tempo, oltre ad aumentare il numero di ricette, da poco più di 400 nella prima edizione, arrivando a più di 700 nell’ultima edizione pubblicata quando l’Artusi era in vita, fu e rimane ancora uno dei libri più tradotti in tutto il mondo. Molto sappiamo, quindi, della sua visione gastronomica, ma della sua vita cosa sappiamo? Uno potrebbe leggere l’Autobiografia dell’Artusi, oppure leggere l’ultima opera edita da circa un mese, ma “vedere” la vita di Pellegrino, l’ambiente, anzi, gli ambienti in cui ha vissuto, lavorato, è impossibile, a meno che non ci sia in giro, e non mi risulta, un film o uno sceneggiato dedicato. A meno che… ecco! Ci ha pensato Antonio Dal Muto con uno dei suoi lavori di genere storico che lo stanno caratterizzando ormai dal 1988, da quando iniziò a lavorare sulla “Storia a Fumetti di Cesena, Rimini, Forlì e Ravenna. Dalle Origini all’Unità d’Italia” in 5 volumi, e l’ultima fatica è, appunto: “La Vita a Fumetti di Pellegrino Artusi”. Con quest’opera, basata esclusivamente sull’autobiografia dell’Artusi, ma ampliata attraverso la conoscenza dell’autore sulle situazioni politiche, urbane, sociali dell’800, sarà possibile, oltre che leggere, anche “vedere” gli ambienti ottocenteschi di Forlimpopoli e delle città in cui lavorò l’Artusi. Un’opera unica e originale da non perdere, edita dalle Edizioni Pluriversum, la potrete acquistare dal 1 al 9 agosto a Forlimpopoli nella postazione della Casa editrice che sarà presente alla Festa Artusiana.

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