La città di Rimini ha ufficialmente presentato l’intenzione di candidarsi a Capitale italiana della Cultura 2024. Il lancio è avvenuto dal Teatro Galli, simbolo della rinascita culturale della città, recentemente restaurato dopo i bombardamenti che lo avevano squarciato ala fine della Seconda Guerra Mondiale.

Negli ultimi anni il Comune si è impegnato in progetti di riqualificazione volti a perseguire un nuovo prestigio internazionale che unisce alla tradizione balneare un “concetto contemporaneo di cultura”, come si è detto dal palco.
“Oggi la città è cambiata. Ci siamo tolti il complesso di non poter neanche ambire a diventare una città d’arte”, ha detto a margine il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. “Siamo il mito della città nuova risorta dopo i 386 bombardamenti. Siamo anche i duemila anni precedenti e quelli che avremo davanti. Per questo investiamo sulla cultura: un investimento urbanistico, di civiltà e umanità”, ha aggiunto. “Rimini è una capitale”, ha sottolineato l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori. “Cosa importante nella designazione – ha precisato -, bisogna essere importanti nella cultura che si fa oggi, nel contemporaneo. E in questo Rimini è una città importantissima”. Per lo scrittore riminese Piero Meldini, “se Rimini non corrisponde perfettamente all’idea tradizionale di cultura, anticipa notevolmente un’idea futura di cultura”.
Il primo ad avere proposto la candidatura un mese fa, il giornalista Giorgio Tonelli, che ha detto: “Ho scritto 30 righe che sono diventate un lungo elenco di persone che mi hanno espresso l’adesione a questa piccola intuizione che però sta diventando un grande progetto”.

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