E’ stato presentato, presso il Museo Civico “D. Mambrini” di Galeata (via Borgo Pianetto 17), il nuovo libro di Paolo Poponessi “Teoderico in Appennino” (il Cerchio, Rimini, 2022). La presentazione è stata promossa dall’ Ufficio Cultura del Comune di Galeata. E’ intervenuto insieme all’ autore il prof. Riccardo Villicich, docente di Metodologia della Ricerca Archeologica-Università degli Studi di Parma. Paolo Poponessi, dirigente d’ azienda e consulente di marketing, è giornalista pubblicista e collabora con il quotidiano Il Resto del Carlino e con testate giornalistiche online. Suoi articoli sono stati pubblicati da Studi Cattolici, Popoli e L’ Osservatore Romano. Ha pubblicato vari saggi dedicati all’ emigrazione e alla presenza degli italiani nel mondo, nonché ad episodi e vicende della storia italiana. Tra i titoli pubblicati Mission sui gesuiti italiani tra le tribù indiane nel West, L’ intransigente (il Cerchio, 2013) dedicato alla fondazione del giornale L’ Osservatore Romano, Dixie. Storia Italiana della guerra civile americana (il Cerchio 2015), Viaggio nel Cristianesimo Felice (il Cerchio 2016) sulle Riduzioni dei gesuiti in Paraguay, Una croce tra gli alpini (il Cerchio 2017) dedicato al dramma della campagna italiana in Russia, Abbasso Napoleone (L’ Almanacco 2021) sulla dominazione napoleonica a Forlì.
In quel tempo il re Teoderico venne per costruirsi un palazzo sotto quello stesso monte, sopra il fiume Bidente…Così la Vita Hilari, antichissimo testo che racconta la vita di Sant’ Ellero, dalla Tuscia giunto in questa parte di Romagna, dà notizia dell’ esistenza di una residenza reale nel cuore dell’ Appennino Forlivese. Partendo da questo testo agiografico, passando per la tradizione e la memoria popolare, ripercorrendo le ricerche di storici ed eruditi per arrivare ai risultati delle campagne archeologiche iniziate a partire dalla seconda metà dell’ Ottocento, il libro di Poponessi vuole aiutare a riscoprire, alle porte della cittadina di Galeata, la monumentale Villa di Teoderico. Le sue grandi strutture e i mosaici messi in luce dagli archeologi ci riportano all’ affascinante epoca del suo regale costruttore (e, forse, frequentatore di questa dimora posta poco lontano da Ravenna, capitale reale): Re Teoderico, un “barbaro” che voleva fare rivivere in sé e nella sua opera di governo la grandezza degli imperatori romani. A testimonianza della magnificenza della villa, oltre alle strutture della parte termale, musealizzate e già visitabili, è stato recentemente riportato in luce dagli archeologi un grande mosaico ottagonale policromo collocato in quella che era, probabilmente, l’ area residenziale del complesso teodericiano.









