Corruzione, turbativa d’asta e bandi pubblici che sarebbero stati confezionati su misura per favorire imprese aggiudicatarie. Sono le accuse, a vario titolo, contestate a 26 tra dirigenti e funzionari del Comune di Reggio Emilia nella chiusura dell’inchiesta ‘Re Cleaning’ condotta dalla guardia di finanza e coordinata dai pm Valentina Salvi, Giulia Stignani e Giacomo Forte.
Gli avvisi emessi sono stati notificati dalle Fiamme Gialle dopo che a giugno 2019 erano scattate perquisizioni negli uffici del municipio e negli studi di professionisti indagati: all’epoca erano 15 le persone avvisate dell’indagine.
Nel mirino ci sono gli appalti pubblici in cui sarebbero emerse presunte irregolarità in diversi settori. La più cospicua ammontava a 25 milioni per l’affidamento della gestione della sosta, servizi di trasporto scolastico, controllo Ztl e bike-sharing

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