Il centrodestra chiede il mandato per formare il nuovo governo e il M5S rimane sulla sua posizione, ossia quella del premier terzo e di una maggioranza con la Lega, senza Berlusconi. Nessuna intesa, dunque, ma ognuno avanti per la sua strada: queste le posizioni nette dei due schieramenti politici davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Al termine dell’incontro con Mattarella Salvini, con Berlusconi a braccia conserte alla sua sinistra e Meloni alla sua destra, ha preso la parola: “Abbiamo offerto al capo dello Stato la disponibilità mia, a nome della coalizione, a dar vita ad un governo che risolva tutti i problemi del Paese. Stando così le cose, la nostra coalizione rappresenta la ambizioni e i sogni di 60 milioni di cittadini. Confidiamo di esser messi al lavoro nelle prossime ore. E confidiamo che Mattarella ci dia modo di trovare una maggioranza che contiamo di poter trovare mettendoci in campo”, ha spiegato il leader della Lega. Che, secondo alcune indiscrezioni, nella notte avrebbe sentito più volte al telefono il capo politico pentastellato.
“Cosa succederà non lo so, capiremo cosa faranno la Lega e il centrodestra. Il M5s oltre questo schema non può andare e quindi, al di là delle valutazioni che farà il presidente, della Repubblica io mi sento di dire che non siamo disponibili a votare la fiducia a governi tecnici – ha detto Di Maio al termine dell’incontro con il capo dello Stato – È per scongiurare un altro 2011 che abbiamo provato in tutte le forme a dare un governo politico a questo paese. È ancora possibile, ma se non dovessero esserci le condizioni allora per noi si deve tornare al voto, che sarà di fatto un ballottaggio”. E il capo politico del M5S (che ha risposto ad alcune domande) ha ribadito: “Ho detto chiaramente, ma la Lega lo sapeva già, che sono disponibile a scegliere un premier terzo con Salvini, su un programma. Io non sono mai stato l’impedimento a firmare il contratto di governo che abbiamo usato per proporre temi a due forze politiche: prima alla Lega perché era l’altro vincitore, ci sono stati 50 giorni di discussioni e dialogo ma dove si chiedeva di mantenere la coalizione di centrodestra. Abbiamo capito che in quel momento si era aperto uno spiraglio nel Pd, a detta del segretario reggente. Ci è costata di più per vari motivi, molti dentro il Movimento stanno facendo opposizione, c’erano molte criticità, e poi dialogo è stato sbarrato da un’intervista tv (il riferimento è alle parole di Renzi da Fabio Fazio, ndr). Il M5S oltre questo schema di contratto non può andare”. Di Maio ha precisato: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per non arrivare a questo punto, ma c’è stato molto cinismo e valutazioni legate alle proprie forze politiche e non al bene del Paese. Abbiamo ringraziato Mattarella per il lavoro svolto e la pazienza nei confronti delle forze politiche. Negli ultimi 2 mesi come M5S abbiamo dato tutto per formare un governo e lo abbiamo fatto in modo lineare, partendo dal presupposto che siamo la 1/a forza del Paese”, ha aggiunto.
A mezzogiorno è la volta del Partito democratico: ancora i capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati dal segretario reggente Maurizio Martina e dal presidente Matteo Orfini. È l’ultimo appuntamento del mattino. Nella riunione al Nazareno è stata ribadita la linea tracciata da Martina prima delle consultazioni: il Pd assicurerà piena disponibilità e responsabilità verso le iniziative che verranno assunte dal Colle. Il conclave tra i big del Pd tra cui Dario Franceschini, Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, Piero Fassino e Antoci in rappresentanza di Michele Emiliano è durato circa due ore. Presenti anche Ettore Rosato, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci, Lorenzo Guerini, Andrea Romano, Matteo Orfini e i ministri Marco Minniti e Carlo Calenda.
Nel pomeriggio, dalle 16, tocca a Leu e a seguire Autonomie, Misto e Maie.