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Condannato di Aemilia prende degli ostaggi alle Poste e vuole parlare con Salvini

Un imputato condannato pochi giorni fa nel maxi-processo di ‘Ndrangheta ‘Aemilia’, Francesco Amato, da allora irreperibile, si è asserragliato dentro l’ufficio postale di Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia, con un coltello. Dai primi accertamenti avrebbe fatto uscire tutti i clienti, tenendo in ostaggio cinque dipendenti, tra i quali la direttrice. Sul posto le forze dell’ordine che hanno chiuso le strade e hanno avviato trattative.

Amato è stato condannato a 19 anni e nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione a cui si era sottratto. La parte della via Emilia dove si trova la filiale delle Poste è stata evacuata, e sono stati creati due punti di sbarramento ai lati.

Dopo un paio d’ore uno dei cinque ostaggi, una donna, è stata fatta uscire dalla filiale. Appena fuori, la donna ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal personale del 118.

L’uomo ha chiesto inoltre di poter parlare prima con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e poi con quello dell’Interno, Matteo Salvini. Per sbloccare la situazione polizia e carabinieri starebbero valutando l’intervento di forze speciali. Amato era stato condannato con rito abbreviato

 

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