Il nome c’è, ora l’ultima parola spetta al Colle. Ieri, uscendo dallo studio alla Vetrata al Quirinale, Luigi Di Maio e Matteo Salvinisi sono dichiarati pronti, quasi con toni trionfalistici, ad iniziare l’avventura di governo e a dare attuazione al contratto stipulato, dopo aver indicato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il nome del professor Giuseppe Conte come potenziale premier. Tuttavia il presidente del Consiglio non è un mero esecutore di contratti firmati dai partiti, ma il responsabile della politica del governo, di cui garantisce l’unità di indirizzo. Un’azione che in questa fase deve tener conto dei segnali di allarme sui conti pubblici e della salvaguardia dei risparmi degli italiani.

La strada verso il conferimento dell’incarico perciò è tutt’altro che in discesa. Anzi. I tempi si allungano e per questa mattina il Capo dello Stato ha deciso di convocare i presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, rispettivamente alle 11 e alle 12. Un atto di riguardo nei loro confronti, visto che nelle settimane scorse hanno avuto due incarichi esplorativi, per aggiornarli sugli sviluppi della situazione e per ascoltare le loro valutazioni. Il segnale che il momento è delicato e la crisi lungi dall’essere risolta.

Mattarella alle delegazioni di M5S e Lega non ha nascosto tutta la sua preoccupazione per i segnali di allarme che arrivano sui conti pubblici italiani e sui risparmi dei cittadini. Poi, di fronte all’indicazione di Conte per la carica di premier, una piccola lezione di diritto costituzionale, con il richiamo all’articolo 95 della Costituzione, che al presidente del Consiglio assegna un ruolo cruciale, in quanto dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Inoltre mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri.

54 anni, un curriculum invidiabile e classe da vendere. E’ Giuseppe Conte, professore ordinario di diritto privato a Firenze e avvocato cassazionista, il “premier politico” proposto ieri al Colle dal leader del M5S Luigi Di Maio. Specialista in materia di arbitrati, Conte vanta studi a Yale, a Vienna, alla Sorbona e nel Regno Unito e opera prevalentemente nel campo del diritto civile e commerciale. Quando Luigi Di Maio aveva presentato la sua squadra di governo nel caso in cui M5S avesse vinto le elezioni, era stato scelto per il ministero della Pubblica amministrazione, de-burocratizzazione e meritocrazia.

Il professor Conte è nato a Volturara Appula (Foggia) ed è residente a Roma. Laureato in Legge alla Sapienza è stato borsista del Cnr e ha perfezionato i suoi studi giuridici all’estero presso Yale University (New Haven, USA, 1992), Duquesne University (Pittsburgh, USA, 1992), International Kultur Institut (Vienna, 1993), Université Sorbonne (Parigi, 2000), Girton College (Cambridge, Regno Unito, 2001), New York University (New York, USA, 2008 e 2009).

Già insegnante alle università di Sassari, Roma Tre e Luiss, attualmente è professore ordinario di diritto privato all’Università di Firenze e direttore di prestigiose riviste e collane scientifiche. Negli anni 2010/2011 ha fatto parte del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana (ASi), nel 2012 è stato nominato dalla Banca d’Italia componente dell’Arbitro Bancario Finanziario.

È direttore di varie collane e riviste scientifiche, in Italia e all’estero e vanta numerose pubblicazioni. È componente del Comitato scientifico della Fondazione italiana del Notariato e di varie associazioni scientifiche, italiane e straniere, nel campo del diritto privato e del diritto commerciale. Ha fatto parte di varie commissioni ministeriali di riforma. È autore di contributi monografici e di un centinaio circa di articoli scientifici, che spaziano dal diritto di famiglia al diritto contrattuale, dalla responsabilità civile al diritto di impresa.

Oltre ad essere vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, Conte è stato anche presidente della Commissione disciplinare e, tra gli incarichi ricoperti, ha coordinato l’istruttoria che ha condotto alla destituzione del consigliere di Stato Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi. (AdnKronos)

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