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Coronavirus, è morto il bolognese che a febbraio uccise la madre a coltellate

Sant'Orsola Bologna

Un detenuto del carcere della Dozza di Bologna è morto all’ospedale Sant’ Orsola, dove era ricoverato nel reparto Covid. L’uomo, 59 anni, era risultato positivo e aveva un quadro clinico già compromesso anche da altre patologie. Era stato arrestato per avere ucciso lo scorso 16 febbraio a Bologna la madre Cesarina, di 86 anni. L’uomo, accusato di omicidio e maltrattamenti in famiglia, aveva picchiato e colpito con una serie di coltellate all’addome l’anziana, nell’appartamento di edilizia popolare in via Francesco Nullo, zona Savena, dove i due abitavano.
Dopo poche settimane di detenzione si era ammalato ed era stato portato in ospedale. E’ il secondo detenuto della Dozza a restare vittima del Coronavirus: a inizio aprile era morto Vincenzo Sucato, 76 anni.

L’uomo aveva picchiato e accoltellato a morte l’anziana madre, nell’appartamento di edilizia popolare in via Nullo, periferia di Bologna, dove entrambi abitavano.

Il fatto era successo il 16 febbraio scorso nel primo pomeriggio. La donna, 86 anni, inizialmente era stata ricoverata in ospedale con vari lividi e una ferita da arma da taglio all’addome,  ma poi era deceduta durante la notte.

 

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