Nel tardo pomeriggio di domenica 11 luglio, a Novellara, si è svolto un sit in di solidarietà per Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa lo scorso maggio, che ha visto la presenza di tanti connazionali e non, uniti nella speranza di un suo ritrovamento. Dopo due mesi di ricerche nelle campagne emiliane non c’è traccia del corpo della ragazza.

Le considerazioni della dottoressa Maria Rosaria Palmigiano, psicologa psicoterapeuta, consulente per il Ministero della Giustizia e spec.in criminologia.

Dottoressa, si continua ad indagare senza sosta per omicidio.

Sì,di un efferato omicidio avvenuto in pochi minuti. Tredici, esattamente. Tanti, infatti, sembreremmo stati, secondo la Procura di Reggio Emilia, quelli necessari per ammazzare la giovane. Dalle 00.09 del 1maggio, quando la ragazza esce con lo zainetto in spalla, seguita dai genitori, alle 00.22, quando il padre rientra da solo con lo zainetto in mano.

Cosa pensa di questa triste vicenda?

Al di là dei risultati delle indagini, di cui siamo tutti in trepidante attesa, questa drammatica storia ripropone una realtà nascosta e, se permettete, a lungo ai margini della nostra quotidianità. Una ragazza di diciotto anni la cui unica colpa è quella di non accettare consuetudini lontane dal mondo in cui è cresciuta e assorbito i valori.

Una ragazza cresciuta in una famiglia in cui l’onore conta più dell’amore, in cui il rifiuto di un matrimonio combinato diventa il pretesto per una punizione esemplare. Risulta davvero impossibile immaginare genitori capaci di pianificare l’uccisione di una figlia ribelle, ma tutto porta in quella direzione.

“Meglio morta che disubbidiente alle regole.”

Regole imposte da questa famiglia patriarcale e integralista, come tante altre presenti in Italia. Bisogna, però, dire a gran voce che le famiglie pakistane non sono tutte così e tra loro esistono tante bravissime persone. Guai a far passare un’idea sbagliata. Certo non possiamo, tuttavia, non ricordare vicende simili a quella di Saman, come quella di Sana Cheema, la 24enne bresciana di origini pakistane, cittadina italiana,uccisa in Pakistan il 18 aprile 2019, dopo aver rinunciato al matrimonio combinato, oppure quella di Hina Saleem, poco più che ventenne,uccisa dal padrecon oltre venti coltellate, sgozzata e subito sepolta nell’orto di casa. Quattro furono le persone coinvolte in quel drammatico femminicidio: il padre, lo zio e i due cognati.

Il delitto venne scoperto quasi subito, perché il fidanzato, insospettito dal silenzio della ragazza, andò subito a cercarla in casa della famiglia e rinvenne la fresca sepoltura. Anche nella vicenda di Saman c’è un fidanzato che attende di conoscere la verità sulla tragica fine della sua amata.

Ma l’interrogativo rimane: quante donne che vivono in Italia contravvenendo alle leggi non scritte di queste famiglie patriarcali integraliste dovranno ancora perdere la vita?

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