di Lorena Cacace

Il coronavirus ha impattato su diversi settori, anche in quello della medicina e chirurgia estetica.

Costretti a casa, molti pazienti ne hanno approfittato per realizzare un intervento o per dedicarsi alla cura di sé cercando di migliorarsi nei piccoli grandi difetti estetici. Per capire come è cambiato il settore, LaPresse ha raggiunto nel suo studio in via Moscova a Milano il dottor Mirko Manola, chirurgo estetico tra i più noti e apprezzati del capoluogo meneghino a cui abbiamo chiesto che impatto abbia avuto la pandemia sulla sua attività.

“È stato un impatto particolare – rivela – perché si sono ridotti i trattamenti di medicina estetica, tutti quelli cioè che vengono eseguiti in laboratorio dove si riceve la paziente: stiamo parlando di un calo del 30 percento. Dall’altro lato, però, c’è stato un aumento degli interventi di chirurgia estetica, quelli che vengono praticati in clinica, nel mio caso si tratta di mastoplastica additiva: le pazienti hanno avuto più paura ad andare in ambulatorio, ma sono state più predisposte a sottoporsi a un intervento: devono aver pensato che questo fosse un periodo adeguato sia perché hanno lavorato da casa, sia perché non potevano partire”.

A cambiare sono stati anche gli interventi, a partire da quelli di mastoplastica addittiva, che sono la specializzazione del dottor Manola. “C’è stata l’aggiunta del tampone obbligatorio, ma in generale, le pazienti sono più predisposte a fare tutti gli esami richiesti. Io ho instaurato un protocollo ancora più preciso per poter fare un intervento in totale sicurezza: esami del sangue, elettrocardiogramma, ecografia mammaria, un controllo della mammella dal punto di vista anatomico pre-operatorio che può servire anche da controllo per eventuali patologie tumorali. Dopo l’intervento – spiega Manola – ci sono tutti i controlli post operatori in modo che l’intervento, che viene fatto ovviamente su paziente sana, abbia un iter senza alcuna complicanza”.

Dott. Manola: Con pandemia chirurgia estetica aumentata del 30%. Con mascherine prendersi cura pelle

Lato beauty, spiega ancora il dottore, “non eseguo lifting chirurgico: sono più predisposto a fare tecniche meno invasive ed esiste un lifting non chirurgico, con approvazione Fda, che viene eseguito tramite un device che si chiama ulteraphy: è molto utile perché può essere fatto sull’80 percento delle pazienti, ha degli effetti paragonabili a quello chirurgico senza eseguire tagli, fare degenze in clinica, è un trattamento che dura circa un’ora e viene fatto in laboratorio”.

Con la pandemia, l’intera popolazione ha avuto a che fare con le mascherine che sono “da usare obbligatoriamente”, ricorda il chirurgo avvertendo però che possono rovinare la pelle. “Per questo dobbiamo usare molto creme – spiega – Le mascherine sono la nostra arma migliore per uscire dalla pandemia ma devo dire che molte pazienti le approvano perché si possono rifare le labbra e non aver il problema che tutti glielo facciano notare”, (ride ndr).

Tra smartworking e call di lavoro, il viso è sempre più protagonista e spesso non in condizioni ottimali, tra stress e poca cura. “Oggi, ci sono delle tecniche non invasive di medicina estetica che servono per migliorare il proprio aspetto facendo il minimo: uno di questi processi si chiama biorevitalizzazione, cioè l’infiltrazione di acido ialuronico, un pool di aminoacidi e vitamine che viene filtrato a livello subdermico, vengono riassorbite ed entrano nel metabolismo e fanno a migliorare la qualità della pelle. È un prodotto naturale – spiega il dottore – che va a migliorare la pelle. È la base dei trattamenti di medicina estetica che può essere fatto da uomini e donne a partire dai 30 anni”.

Per aiutare invece il fisico ad affrontare la sedentarietà dovuta alle chiusure ma sopratutto per chi ha contratto la malattia e ne è uscito debilitato, la cosa più importante “è assumere vitamine, come la vitamica C, D e B che sono fondamentali. Io sono uno che si allena dappertutto: anche se la palestra è chiusa e a casa non si hanno attrezzi, l’esercizio a corpo libero è meglio di quello con i pesi: basta scaricare qualsiasi app e in un metro quadrato con una corda o un elastico ti puoi allenare”.

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