La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni, il tracollo del Partito Democratico è tangibile. Ma adesso, che cosa succede? I numeri dicono che un Governo non c’è. Nessuna delle forze politiche ha raggiunto la soglia del 40 % considerata il traguardo per una maggioranza alle Camere. A Montecitorio la maggioranza assoluta è di 316 seggi; il centrodestra sommando le forze arriva a 252. A Palazzo Madama la fatidica soglia è fissata a quota 158 e il centrodestra arriva a 134, dovrebbe trovare 24 seggi per avere un sostegno al Governo dalla Camera alta.
Nell’immediato, però, si devono sbrigare le formalità: il primo giorno di scuola sarà il 23 marzo e prevede, come sempre, l’elezione dei presidenti di Camera e Senato e per le elezioni della seconda e terza carica dello Stato inizieremo a vedere come si muoveranno gli schieramenti presenti. Ma è a fine mese che si entra nel vivo per la formazione di un eventuale Governo, quando inizieranno le consultazioni al Quirinale per la nascita del nuovo esecutivo. Ed il compito di Mattarella, visti i numeri che si vanno delineando, non sarà semplice. Dovrà conferire un incarico esplorativo o pieno a un Presidente del Consiglio che dovrà verificare i numeri in Parlamento ottenendo il voto di fiducia. Il problema, però, è che i classici “scenari” che si aprono un minuto dopo la chiusura dei seggi al momento prevedono un governo possibile sulla carta ma non attuabile politicamente.
Stando ai numeri sarebbe possibile un governo fondato su un’alleanza tra le forze politiche più anti-sistema: il M5S e la Lega, veri vincitori della tornata elettorale, siccome avrebbero i numeri per la maggioranza assoluta. Sono gli stessi esponenti del centrodestra, però, a non credere a inciuci di palazzo tra Salvini e i grillini.
E dunque, allo stato, l’unico scenario possibile appare quello di un governo di unità nazionale, o di un governo di scopo con tutte le forze politiche sedute a Palazzo Chigi. Ammesso che sia una strada percorribile, se così sarà, avremmo votato per non ottenere nulla!
Roberto Giannini




















