Prima scrematura per i 103 simboli presentati lo scorso weekend al Viminale dai partiti che intendono partecipare alle elezioni politiche del 4 marzo prossimo. Già 28 di questi non stati ammessi: 9 sono stati bocciati per carenza documentale e non accederanno dunque alla presentazione delle liste, 75 sono stati ammessi e 19 non ammessi. Chi ha depositato questi ultimi ha 48 ore di tempo per integrarli o sostituirli. Due di quelli tradizionali – Dc e Msi – non hanno avuto il via libera perché analoghi ad altri già depositati. Lo Scudo crociato si trova infatti nel contrassegno consegnato da Noi con l’Italia-Udc di Lorenzo Cesa, mentre la Fiamma tricolore è presente in quello presentato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E la legge vieta la presentazione di simboli “identici o confondibili con quelli presentati in precedenza ovvero con quelli riproducenti simboli usati tradizionalmente da altri partiti”. Fra i non ammessi anche I Forconi, Pensionati, Consumatori e Indipendenti del Veneto.

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