Non vorrei rovinare la festa ai grillini, ma il vero vincitore della recente tornata elettorale è Matteo Salvini e la sua nuova Lega nazionale. Che il Partito Democratico dell’altro Matteo (Renzi) andasse incontro ad una débâcle storica era nell’aria, ma in pochi si aspettavano un trionfo del carroccio sovranista e ormai non più padano. Ha raccolto percentuali a due cifre in quasi tutta la penisola, centro sud compresi: in Sardegna è al 10%, nelle Marche e nel Lazio attorno al 17%, in Umbria oltre il 20% e poi vabbè, supera il 30% in tutto il nord. Un risultato clamoroso e impensabile fino alla vigilia, non preventivato nemmeno dai più ottimisti in Via Bellerio.
Il carroccio ha vinto la sfida anche all’interno del Centrodestra, diventando il primo partito della coalizione; si conferma la nuova destra italiana, appropriandosi di una buona fetta dei voti di Alleanza Nazionale, e convincendo gli elettori su temi importanti quanto delicati: la sicurezza, la lotta alla immigrazione clandestina, la riduzione delle tasse, la cancellazione della legge Fornero e la fine della sudditanza dall’Unione europea.
Matteo I° da Milano ha vinto, anzi stravinto, la sua scommessa e sconfigge definitivamente Roberto Maroni, il Governatore uscente della Lombardia che una settimana prima del voto aveva disertato l’oceanica manifestazione salviniana a Piazza Duomo affermando “questa non è più la mia Lega”. Ora Salvini è l’ago della bilancia che può decidere le sorti del Paese. Se resta nel Centrodestra e conferma l’alleanza con Forza Italia il paese è ingovernabile, se invece manda segnali di disponibilità ai grillini si apre una nuova stagione e cambia tutto lo scenario politico nazionale.
Ma dovrebbe ripudiare una coalizione, e spiegarlo ai suoi fedelissimi perché manda all’aria la storia del centrodestra unito. Staremo a vedere, un dato è certo, la vera sorpresa di queste elezioni si chiama Matteo Salvini.
Roberto Giannini
