Tre vigili del fuoco sono morti nell’esplosione di una cascina a Quargneto, in provincia di Alessandria. Il corpo senza vita del terzo pompiere è stato trovato sotto le macerie poco dopo le 8. Nella deflagrazione sono rimasti feriti un altro vigile del fuoco e un carabiniere.
Ancora non è del tutto chiara la dinamica dell’esplosione. Secondo una prima versione ci sarebbe stata una doppia deflagrazione, mentre secondo fonti investigative i vigili del fuoco sarebbero intervenuti per un principio di incendio e una volta arrivati alla cascina sarebbero stati travolti dall’esplosione.
Quargneto è un paese di poco più di mille abitanti nella piana di Alessandria, al confine con le colline del Monferrato. Una zona agricola dove sono presenti numerose cascine.
L’esplosione potrebbe essere di origine dolosa. Lo si apprende da fonti del Comando provinciale dei Carabinieri, che indagano sull’accaduto.
L’esplosione potrebbe essere di origine dolosa.
“Profondo cordoglio e vicinanza” alle famiglie dei tre pompieri morti nell’esplosione di stanotte nell’edificio disabitato a Quargnento – Antonino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches – vengono espressi dal Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Salvatore Mulas e dal Capo del Corpo Fabio Dattilo, che in una nota parlano di “vittime del dovere”.
Mulas e Dattilo manifestano anche “vicinanza a tutti i colleghi, in particolare quelli di Alessandria, in questo momento tragico per il Corpo”.
AGGIORNAMENTO
Si fa sempre più strada l’ipotesi che sia stato un gesto doloso a uccidere tre vigili del fuoco in una cascina a Quargnento, nell’Alessandrino. I pompieri che sono intervenuti in soccorso ai colleghi a spegnere l’incendio, infatti, hanno trovato tra le macerie particolari che fanno ipotizzate che ci fossero degli inneschi sulle bombole del gas saltate in aria e un timer impostato sull’1 e 30 per comandare a distanza le esplosioni.
Una delle prime ipotesi d’indagine riguarda una querelle sulla possibile vendita della cascina abbandonata. Una mancata sincronizzazione dei timer avrebbe causato le esplosioni. L’ipotesi del dolo è confermata dal procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri dopo il sopralluogo nella cascina
