Anche il premier Giuseppe Conte si scaglia contro Autostrade dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, che ha causato almeno 39 vittime: “Tragedie come questa sono inaccettabili in una società moderna e non devono accadere, faremo di tutto per evitare si verifichino ancora. Per questo disporremo la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: non possiamo attendere i tempi della giustizia penale, abbiamo l’obbligo di far viaggiare in sicurezza. Non c’è dubbio che ad Autostrade toccassero onere e vincolo di manutenzione del viadotto”.
Il presidente del consiglio ha annunciato anche lo stato di emergenza per 12 mesi e lo stanziamento di 5 milioni dal fondo emergenze nazionali. E ha assicurato rapidità nella rimozione delle macerie e nella messa in sicurezza del luogo della tragedia. “Ci orienteremo verso la nomina di un commissario ad hoc, una persona indipendente e garante della ricostruzione”, ha dichiarato Conte. Che ha annunciato anche una giornata di lutto nazionale il giorno dei funerali delle vittime.
Contro Autostrade si erano già scagliati anche il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli e il vice premier Luigi Di Maio. Il titolare del Mit, in un lungo post su Facebook, non ha avuto mezzi terminI: “I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato”.
“Contemporaneamente a questi atti doverosi – ha aggiunto il ministro -, dobbiamo badare a ricostruire e manutenere, seppure con il pensiero sempre rivolto alle vittime e alle loro famiglie. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la ‘Strada a mare’. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali. Quindi, il nostro impegno continuerà ad essere quello di investire soldi per la cura e la ristrutturazione dell’esistente. Ci sarà un vero e proprio piano Marshall per la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, molte delle quali sono state costruite negli anni ’60 e ’70. Penso sia nostro dovere usare i soldi pubblici per la manutenzione di queste arterie vitali del nostro Paese, invece di sprecarli in mastodontiche opere inutili. Un progetto su cui punto molto è quello per un monitoraggio attraverso semplici sensori che verificano la stabilità di infrastrutture e viadotti. Un sistema tecnologico che ci permetta di dire: mai più stragi come quella di Genova”.







