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Igor il Russo, la Spagna non lo consegna: slitta processo in Italia

Il pluriomicida serbo dovrebbe essere processato il 31 ottobre a Bologna per le rapine violente del 2015

Igor il russo

Norbert Feher, noto come “Igor il russo”, pluriomicida serbo ricercato per anni nel nostro Paese, arrestato in Spagna nel dicembre scorso dopo una caccia di mesi attraverso mezza Europa, dovrebbe essere processato il 31 ottobre a Bologna dove è fissata l’udienza preliminare per i due delitti di aprile 2017. Le rapine per le quali dovrebbe essere giudicato, assieme alla sua banda, furono commesse il 26 luglio 2015 a Villanova di Denore, il 31 luglio a Mesola ai danni di una 90enne rimasta legata e imbavagliata nel letto per 48 ore, e il 5 agosto a Coronella nei confronti di una donna e del padre, sequestrati in casa per cinque ore e rapinati.

Ma le autorità iberiche hanno stabilito che la consegna dell’imputato ai loro colleghi italiani per ora va sospesa. Prima Igor il Russo verrà processato in Spagna, poi in Italia. Infatti Igor ora si trova in carcere in Spagna e prima di venire estradato in Italia ed essere processato per i delitti commessi nel nostro territorio e su cui ha giurisdizione la nostra magistratura occorre che i giudici spagnoli possano fare prima il loro lavoro.

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Igor, il primo aprile del 2017, rapinò il bar Gallo, nella frazione di Riccardina di Budrio, Bologna. Il titolare, Davide Fabbri di 52 anni, tentò di disarmare il rapinatore, strappandogli la doppietta che aveva in mano, lui però reagì sparandogli due colpi al petto con una seconda arma, una pistola semiautomatica Smith & Wesson 9×21 sottratta il 29 marzo ad una guardia giurata.

Nel tardo pomeriggio dell’8 aprile fu avvicinato da due guardiacaccia del “Delta del Po” che lo scambiarono per un pescatore di frodo. Igor uccise Valerio Verri e ferì gravemente il collega Marco Ravaglia, cui poi rubò la pistola. Il suo arsenale vantava una calibro 12, una semiautomatica argentata 9×21 e un fucile a pallettoni (forse lo stesso usato per l’assassinio di Salvatore Chianese a Fosso Ghiaia di Ravenna nel 2015). Armato fino ai denti, si nascose tra gli aquitrini della pianura padana e nessuno riuscì a fermarlo.

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