Norbert Feher, alias Igor Vaclavic o Igor il russo, l’uomo serbo considerato il responsabile dell’omicidio di cinque persone (tre in Spagna e due in Italia: Davide Fabbri a Budrio e Valerio Verri a Portomaggiore il primo aprile e l’8 aprile del 2017) rinchiuso dallo scorso 14 dicembre nel carcere di Zuera a Saragozza. Feher ha scritto due lettere, una datata 14 marzo e una 24 maggio, indirizzate al Corriere di Bologna che, oggi ne pubblica alcuni stralci.
Feher tra le altre cose nella lettera scrive: “Potrei uccidere cinquanta uomini anche armati ma non potrei mai fare male ad una donna”. Spiega di avere sul suo nome “una macchia che non credo potrò mai pulire, sono stato accusato di un crimine che non ho fatto, non potrei far male a una donna neanche per scherzo. Potrei far fuori altri 50 uomini – ribadisce – anche armati però non potrei mai fare male a una donna, è una bugia”.
Poi nella missiva specifica di essere stato “accusato di un crimine che non ho fatto, non ho commesso, quasi 20 anni fa, però non c’era né la tecnologia né la mia attuale conoscenza che ho adesso, perché in questo preciso momento quelle accuse assurde potrei smontarle in cinque minuti. Non potrei far male a una donna neanche per scherzo”.




















